Mons. Francesco Oliva vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, ha annunciato
“con gioia” la riapertura della Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta in
Gerace, restituita alla comunità al termine di un importante intervento di messa in
sicurezza sismica.
L’edificio, tra i più significativi esempi di architettura bizantino-normanna
della Calabria, e cuore storico-spirituale della città di Gerace e della Locride, torna
dopo l’importante e delicato intervento nella sua funzione di luogo di fede e di
incontro venerdì 23 gennaio con una cerimonia che inizia alle ore 16.30, alla presenza
del Nunzio Apostolico d’Italia e San Marino, S.E. Rev.ma Mons. Petar Rajič, che
presiede la solenne celebrazione liturgica.
Mons. Oliva ha sottolineato come l’intervento non è stato solo un’operazione
tecnica, “ma un atto di cura verso la storia, la cultura e la spiritualità del territorio.”
Le ponderate operazioni hanno permesso di preservare l’autenticità della Basilica,
garantendone la stabilità strutturale e valorizzando un patrimonio che custodisce
oltre un millennio di memoria comunitaria. Il progetto è stato realizzato grazie ai
fondi del Ministero della Cultura destinati alla sicurezza sismica dei luoghi di culto
nell’ambito del PNRR, con la imprescindibile e preziosa presenza della
Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, della Città Metropolitana di
Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia.
Decisivo il contributo dei professionisti dell’ufficio tecnico diocesano, del
Comune di Gerace, dell’impresa esecutrice “Carrà Domenico e figli”, e di tutti coloro
che hanno operato con competenza e dedizione.
Il vescovo ha espresso particolare gratitudine “alla comunità cristiana, che ha
continuato a custodire l’amore per la Basilica anche durante il periodo di chiusura,
ritrovando fiducia nella possibilità di restaurare un’opera d’arte nel rispetto della sua
identità.” Affidando la Basilica rinnovata alla Vergine Maria Assunta, Mons. Oliva ha
auspicato “che questo luogo continui a essere spazio di ascolto, celebrazione e
annuncio, e un segno di speranza in un tempo in cui la bellezza rimane un bene
essenziale per la vita delle persone e delle comunità.”
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella Sala dell’Arazzo della
Cittadella Vescovile di Gerace sono stati illustrati gli interventi di messa in sicurezza
realizzati nell’ambito del PNRR – Sicurezza sismica degli edifici di culto e dei
campanili, nonché i rinvenimenti archeologici di rilevante valore storico, culturale e
religioso.
Il Vicario Generale don Pietro Romeo riprendendo il tema della bellezza citato
dal Vescovo ha sottolineato come “questa Basilica Concattedrale diventa così uno
stimolo per dimostrare che è possibile nella nostra terra, per ciascuno di noi nella
propria quotidianità, nella propria casa, nei propri giardini, per le nostre strade
donare bellezza. Anche attraverso la riscoperta della bellezza si avvia un percorso di
riscatto civile, sociale, culturale e religioso”.
Sono seguiti i saluti istituzionali del Sindaco di Gerace Rudi Lizzi che ha
sottolineato come la riapertura della Basilica Concattedrale “rappresenta un
momento di profonda gioia e di grande significato per l’intera comunità di Gerace”.
“In questi mesi – ha aggiunto Lizzi – abbiamo lavorato in stretta sinergia con la
Diocesi di Locri-Gerace, con la Soprintendenza e con tutti i soggetti coinvolti affinché
questo luogo potesse tornare ad essere pienamente fruibile, sicuro e valorizzato. La
cooperazione tra istituzioni civili e religiose si è dimostrata ancora una volta un
modello efficace, capace di trasformare le sfide in opportunità”.
“Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato. Continueremo
a lavorare con lo stesso spirito di collaborazione per far crescere Gerace e per
valorizzare ogni angolo del nostro straordinario borgo”, ha concluso il sindaco.
Il Direttore dell’Ufficio Tecnico e dei Beni Culturali della Diocesi di LocriGerace, dottore Giuseppe Mantella, ha ripercorso le recenti campagne di scavo
archeologico (2023–2025), condotte nella cripta e nella basilica superiore, che hanno
permesso di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione del complesso,
rivelando un palinsesto architettonico le cui origini risalgono all’VIII secolo d.C.
È stata individuata la fase altomedievale del primo luogo di culto, ricavato
direttamente nella roccia, successivamente inglobato e ampliato durante le diverse
epoche, da quella ottoniana e normanna fino a formare l’attuale cripta-soccorpo.
Tra i ritrovamenti più significativi figura un Histamenon aureo (976-1025)
raffiguranti gli Imperatori Basilio II e Costantino VIII, ulteriore conferma della lunga
e stratificata storia del sito.
“Gli interventi strutturali – ha ribadito il direttore Mantella – sono stati
progettati per rispondere alle vulnerabilità sismiche senza alterare l’identità storica
dell’edificio ed hanno valorizzato le diverse fasi costruttive e reso più leggibile
l’evoluzione architettonica della Concattedrale. Le navate, scandite da colonne in
marmo provenienti da antichi siti locali di epoca romana, e la cripta, con il suo
suggestivo intreccio di colonne millenarie, testimoniano l’incontro tra tradizione
bizantina e influssi occidentali, nonché una continuità di fede lunga oltre tredici
secoli.” Il dottore Mantella ha infine sottolineato come “la Diocesi di Locri-Gerace,
storicamente punto di riferimento della spiritualità orientale in Calabria, conferma
così il proprio impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico,
consegnando alla comunità una Concattedrale rinnovata e pronta a essere vissuta e
custodita nel futuro.”
L’architetto Giorgio Metastasio, Responsabile Unico del progetto, ha
evidenziato che il completamento dell’intervento di messa in sicurezza sismica della
Basilica Concattedrale “Santa Maria Assunta” di Gerace è stato realizzato nell’ambito
del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1 – Componente 3
“Cultura 4.0”, Investimento 2.4 dedicato alla sicurezza sismica dei luoghi di culto.
L’architetto Metastasio ha evidenziato alcuni dati importati, in particolare che
l’intervento rientra tra i 256 progetti finanziati a livello nazionale e fa parte dei sette
affidati alla Diocesi, individuata come Soggetto Attuatore Esterno, per un importo
complessivo di 21,65 milioni di euro.
Per la Concattedrale, la previsione di spesa ammontava a 6,83 milioni di euro,
sulla base del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica redatto dallo Studio
Associato Jurina e Radaelli di Milano. La procedura di appalto integrato, gestita dalla
Centrale Unica di Committenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha visto
l’aggiudicazione all’impresa Carrà Domenico di San Costantino Calabro (VV).
A rappresentare la ditta è stato l’ingegnere Daniele Carrà che ha sottolineato
come i lavori sono stati portati avanti in costante e proficua sinergia con la Diocesi di
Locri-Gerace, “con cui si è instaurato un dialogo continuo e costruttivo”. Questa
collaborazione ha permesso di affrontare ogni fase dell’intervento “con la massima
attenzione, qualità garantendo, sicurezza e fedeltà alle esigenze di tutela del
patrimonio”.
“Un elemento per noi fondamentale – ha aggiunto – è stato il coinvolgimento
delle maestranze locali, che messe in campo hanno professionalità, dedizione e un
legame autentico con il territorio. La loro partecipazione ha arricchito il progetto,
trasformando un cantiere in un’esperienza condivisa e profondamente radicata nella
comunità.” Carrà ha concluso evidenziando ringraziando “tutti coloro che hanno
contribuito a questo percorso, certi che la Concattedrale continuerà ad essere un
punto di riferimento culturale e spirituale per le generazioni future.”
I lavori, consegnati il 20 gennaio 2025 e conclusi il 29 dicembre 2025 nei tempi
previsti, sono stati diretti dall’architetto Luigi Scaramuzzino, con la sicurezza affidata
agli architetti Caterina Mazzitelli, Lucia Saccà e ingegnere Bruno Giuseppe
Chirchiglia. Il collaudo statico è stato curato dal prof. ing. Giuseppe Arena, mentre
quello tecnico-amministrativo dall’ingnere Girolamo Siciliano.
L’architetto Luigi Scaramuzzino, che ha guidato la Direzione dei Lavori, ha
specificato quali sono stati i criteri e interventi per la messa in sicurezza sismica della
Basilica Concattedrale di Gerace. Il progetto ha perseguito l’obiettivo di incrementare
la resistenza strutturale dell’edificio, garantendo un consolidamento efficace e
rispettoso dei principi del restauro conservativo e delle Norme Tecniche per le
Costruzioni (NTC 2018).
La Direzione dei Lavori ha operato secondo quattro criteri fondamentali:
affiancamento, conservazione, efficacia strutturale e compatibilità. Sono stati
introdotti nuovi elementi strutturali in grado di lavorare in sinergia con quelli
esistenti, valorizzandone la capacità residua attraverso un affiancamento “attivo”. La
conservazione ha permesso di tutelare le strutture storiche, gli apparati decorativi e
le preesistenze archeologiche. Infine sono stati impiegati materiali coerenti con la
natura storica dell’edificio, come malte di calce idraulica naturale e acciaio, per
restituire monoliticità alle murature e garantire un adeguato comportamento
scatolare. Gli interventi hanno riguardato la cripta, le murature portanti, la
copertura, il campanile, le facciate esterne. Il risultato è un consolidamento
strutturale eseguito con metodo scientifico, tecnologie compatibili e pieno rispetto
dell’identità storica della Basilica, oggi restituita alla comunità più sicura e
valorizzata.
Il lavoro svolto nel corso dell’intervento è il risultato di una sinergia esemplare
tra istituzioni, enti di tutela, professionisti e comunità locale, che hanno operato con
responsabilità e visione condivisa.
Questa collaborazione ha non solo restituito alla Diocesi di Locri-Gerace un
bene di inestimabile valore, ma ha anche posto le basi per una rinnovata centralità
culturale e spirituale di Gerace, dove arte e fede diventano motori di identità,
resilienza e sviluppo per le nuove generazioni.
La cerimonia di riapertura al culto della Basilica Concattedrale “Santa Maria
Assunta” in Gerace, un patrimonio millenario restituito alla comunità, si terrà
domani, 23 gennaio 2026 alle ore 16.30, alla presenza del Nunzio Apostolico d’Italia
e San Marino, S.E. Rev.ma Mons. Petar Rajič, che presiede la solenne celebrazione
liturgica, che sarà accompagnata da cento coristi delle varie comunità parrocchiali
diocesane, alla presenza di numerose autorità religiose, civili e militari, e di tutti i
fedeli della Diocesi di Locri-Gerace.



