Spuntano in rete come funghi le proposte di installazione di impianti minieolici
che promettono rendimenti altissimi con una spesa d’installazione tutto sommato
allettante ed il recupero degli importi investiti in tempi più o meno brevi. Sono
tante le pubblicità su internet di pale eoliche da 3kWp o poco più, ipoteticamente
adatte per impianti residenziali, da montare sui tetti, che a detta degli esperti
sarebbero, tuttavia, assolutamente inadeguate rispetto alla potenza promessa e ampiamente
pubblicizzata. A segnalare questo problema che potrebbe costituire un vero e proprio
fenomeno diffuso di frode in commercio, è l’ingegner Francesco Veronese, che a
seguito di studi approfonditi anche con la collaborazione di altri esperti, ha evidenziato
la pressoché certa infondatezza di molte di queste proposte commerciali. In una
relazione che pubblichiamo in allegato sul sito dello “Sportello dei Diritti”,
si evidenzia in maniera scientifica, infatti, come un generatore da 3kWp su una pala
con 2 metri di diametro come tante che vengono vendute in rete, è troppo per il
carico meccanico. Sono le formule meccaniche di Betz a smentire l’offerta e ad
evidenziare che pale di questo tipo non si muovono per il troppo carico, ed 1kWp
di produzione sarebbe l’indicazione corretta. L’ingegner Veronese, quindi, non
ha inteso mollare la presa e ha più volte tentato di contattare le imprese in questione,
facendo notare queste problematiche anche sulle pagine dei social di queste imprese,
come Facebook, ma ha ricevuto in cambio il profilo “bloccato” dalle stesse. E
ciò la dice lunga sull’effettiva valenza di tali proposte commerciali. Non va
dimenticato, infatti, che proprio di recente una sentenza del Tribunale di Lecce
e, nello specifico, dal giudice onorario Alessandro De Lorenzi, ha preso in esame
un caso del genere a seguito della citazione in giudizio di una nota azienda casaranese
specializzata nel settore, da parte di un cittadino del comune di Ugento, che sulla
terrazza della sua abitazione aveva fatto installare un impianto minieolico. E la
decisione è stata emblematica: il consumatore ha ottenuto la risoluzione del contratto
e la condanna della società alla restituzione della somma pagata per l’installazione
dell’impianto (poco meno di 14mila euro). Motivo della decisione: il consulente
tecnico del tribunale, monitorando la miniturbina, ha accertato che non produceva
energia elettrica. A fondare la motivazione che ha portato ad una sentenza del genere
è stata l’articolata relazione redatta dall’ingegnere incaricato dal giudice
di verificare il corretto funzionamento dell’impianto. Consulenza dalla quale sarebbero
emersi «difetti di costruzione ed assemblaggio» della macchina. Il tecnico ha rilevato
che «la produzione di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico, per
come è stato realizzato il collegamento nel quadro di interfaccia, viene erroneamente
contabilizzata da entrambi i contatori»: insomma, a causa di un errato cablaggio,
il contatore dell’impianto eolico contabilizzava l’energia prodotta dall’impianto
fotovoltaico già esistente, senza in realtà produrne di propria. Ma le anomalie
riscontrate dal tecnico e riprese dal giudice sono anche altre: si va dal «mancato
completamento del collegamento con la rete elettrica dell’inverter» alla «dispersione
elettrica verso terra degli avvolgimenti», dal «cablaggio del quadro elettrico
eseguito senza il rispetto delle norme Cei» all’«errato posizionamento della
macchina», per arrivare al mancato avvio dell’impianto alla velocità dichiarata.
«Messo in esercizio dal ctu dal 27 luglio al 30 agosto del 2016 – ha rilevato
lapidariamente il giudice – “il suddetto impianto non ha prodotto energia”».
Alla luce di tali considerazioni e di questa prima decisione in materia, Giovanni
D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rileva come il problema
sia stato sinora alquanto sottovalutato se sono dilagate online offerte di questo
tipo senza che nessuno abbia messo un freno. Il consiglio di prestare la massima
attenzione quando si decide di investire nelle energie rinnovabili è quindi d’obbligo.
Farsi consigliare da esperti indipendenti rispetto alle fantomatiche promozioni,
infatti, può evitare i rischi e truffe prima di installarli. E se avete già montato
una turbina eolica sul vostro tetto o nelle vostre proprietà, fate controllare l’effettiva
produzione di energia elettrica. Se inferiore a quella promessa, si può fare causa
e richiedere la restituzione del prezzo, oltre al risarcimento dei danni subiti.



