Consiglieri comunali “Progetto Lamezia”: “Mare inquinato nella costa del medio tirreno calabrese”

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Inoltrata richiesta di provvedimenti sostitutivi ed ispettivi

Consiglieri comunali “Progetto Lamezia”: “Mare inquinato nella costa del medio tirreno calabrese”

Inoltrata richiesta di provvedimenti sostitutivi ed ispettivi

 

 

Riceviamo e pubblichiamo:

Ill.mo sig. Presidente del Consiglio dei Ministri
Roma;
Ill.mo sig. Ministro degli Interni
Roma;
Ill.mo sig. Prefetto di Catanzaro

Oggetto: depurazione e mare inquinato della costa del medio tirreno calabrese – richiesta di
provvedimenti sostitutivi ed ispettivi
Dopo il recente intervento della Procura di Lamezia Terme e le indagini in corso da parte
delle Procure con competenza sulla costa tirrenica calabrese, su depurazione ed inquinamento
marino emergono almeno due elementi inquietanti, giammai risolti, sullo stato delle coste
tirreniche calabresi: 1) le chiazze e le bolle verdognole che infestano le nostre acque sono liquami
e sostanze repellenti pericolose, non sottoposte ad idoneo smaltimento; 2) il mancato
funzionamento o, addirittura, la mancanza di depurazione in alcuni comuni calabresi rivieraschi e
del versante collinare e montano pensano di praticare la politica ambientale liberandosi,
abusivamente, degli scarichi prodotti dai loro cittadini nei corsi d’acqua che giungono fino al mare.
Le allarmanti immagini impietosamente pubblicate dalla stampa locale, nazionale e forum in
rete, che si succedono da oltre un decennio, soprattutto nel periodo estivo, denotano che, mentre
alcuni enti hanno investito i soldi dei cittadini per l’adempimento degli obblighi previsti in materia
ambientale e di tutela del mare, tali sforzi sono vanificati dall’atteggiamento disinvolto,
irresponsabile ed impunito di una folta schiera di amministratori locali, privi del senso di leale
collaborazione e di comunità in senso globale.Progetto Lamezia- Gruppo consiliare
E’ in atto una condotta pubblica distorta che impedisce la fruizione di un bene collettivo
procurando la lesione degli altrui diritti costituzionalmente garantiti [art.9 comma 2 “(La
Repubblica) …Tutela il paesaggio … ; art.32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività”]
In tale quadro, non si distingue per efficienza e funzionalità l’Arpacal che, pur saturo di
dirigenti e dipendenti arruolati di recente, dovrebbe svolgere un peculiare controllo
sull’inquinamento del mare, che, in effetti, non è percepito dai cittadini.
Richiamando l’interrogazione al Ministro dell’Ambiente (Atto n. 3-01163 del 5 agosto 2014)
presentata dal senatore Di Biagio, è del tutto intollerabile che la comunità di turisti e bagnanti non
può subire passivamente le altrui incapacità che attentano ogni giorno a benessere e salute,
procurando, a cittadini ed operatori, gravosi danni economici e di immagine.
Ne deriva che, dinanzi ai conclamati e gravi guasti ed all’inerzia su riferiti, occorre verificare
responsabilità ed adottare severi rimedi, in considerazione del continuativo stato di illiceità di cui i
soggetti dianzi indicati si sono resi responsabili.
Pertanto, si chiede che:
a) ricorrendo le condizioni previste dall’art. 142 comma 1 d.lgs.267/2000 (“atti contrari
alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine
pubblico”), sia valutata la necessità di procedere alla rimozione dei Sindaci ed
amministratori ritenuti responsabili del mancato o inadeguato funzionamento dei
depuratori comunali e dell’inquinamento marino;
b) si proceda ad un’indagine ispettiva diretta a verificare il reale esercizio dei compiti
finora svolto dall’Arpacal in materia di depurazione ed inquinamento marino, rispetto
all’emergenza descritta in narrativa.
Con viva cordialità
I consiglieri comunali del gruppo Progetto Lamezia: Vittorio Paola, capogruppo, Eugenio Carnovale, Giandomenico Crapis, Nicola Palazzo, Antonello Sdanganelli, Emilio Vescio.