Foto shock ai Bronzi di Riace, insorge la sovrintendente Bonomi: «Immagini terribili»
Ago 02, 2014 - redazione
Non ha tardato la reazione della sovrintendente ai beni archeologici della Calabria Simonetta Bonomi alle foto ai Bronzi di Riace realizzate da Gerald Bruneau, immagini definite «terribili» e soprattutto non autorizzate. Franco Corbelli chiede l’intervento della procura mentre Sorgonà suggerisce: “Il Comune chieda i danni d’immagine”
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Foto shock ai Bronzi di Riace, insorge la sovrintendente Bonomi: «Immagini terribili»
Non ha tardato la reazione della sovrintendente ai beni archeologici della Calabria Simonetta Bonomi alle foto ai Bronzi di Riace realizzate da Gerald Bruneau, immagini definite «terribili» e soprattutto non autorizzate. Franco Corbelli chiede l’intervento della procura mentre Sorgonà suggerisce: “Il Comune chieda i danni d’immagine”
REGGIO CALABRIA – Non ha tardato la reazione delle autorità ufficiali alle foto scattate da Gerald Bruneau ai Bronzi di Riace, ritratti con il velo da sposa, un tanga leopardato ed un boa fucsia. A prendere posizione è direttamente la sovrintendente regionale dei beni archeologici della Calabria da cui dipende il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Simonetta Bonomi, infatti, contattata dall’Ansa ha affermato che le fotografie non erano state autorizzate. «La vicenda – ha detto la Bonomi – risale ai primi dello scorso mese di febbraio, quando la Regione ha organizzato una kermesse di fotografi internazionali per promuovere i Bronzi all’estero. In quella occasione c’era tanti fotografi, tra i quali Bruneau, per realizzare un servizio per alcune testate tedesche ed inglesi. Mi mostrò la foto di Paolina Borghese avvolta in un drappo rosso e la trovai bellissima. Quindi mi propose di fare uno scatto ad una statua con alle spalle un tulle bianco. Avendo visto la foto di Paolina e conoscendolo come un ottimo fotografo, gli dissi di sì. Infatti mi fece vedere uno scatto con la statua A con dietro il tulle bianco ed era molto bella. Poi, a mia insaputa, ha scattato le altre immagini, che sono terribili. Quando i custodi se ne sono accorti sono intervenuti e lo hanno bloccato, ma evidentemente era già riuscito a fare alcuni scatti».
La sovrintendente, poi ha chiarito che «era scontato che se le tenesse per sé, visto che non era state autorizzate, ma adesso vedo che sono uscite e non so come. Tra l’altro è curioso che vengano fuori proprio nei giorni in cui c’è la solita polemica sull’eventuale trasferimento dei Bronzi in altri musei. Sembra quasi una cosa orchestrata».
Anche il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha definito le foto come un «gravissimo scempio e, purtroppo, irrimediabile danno di immagine, dei Bronzi di Riace», e chiede che «su questo gravissimo episodio la Procura della Repubblica di Reggio apra subito una inchiesta e persegua, in modo severo ed esemplare, l’artista francese, così come si è fatto negli anni scorsi per altri casi simili, anche meno gravi: lo scempio con la colorazione della Fontana di Trevi (nell’ottobre del 2007) e la deturpazione della Fontana del Bernini (nel settembre del 2011), con l’arresto degli autori. Quello che è accaduto con lo scempio dei Bronzi di Riace è un fatto di inaudita gravità».
Sorgonà: “Il Comune chieda i danni d’immagine”
Sui Bronzi si sono scritti fiumi di parole e sono nate guerre di ogni tipo ,sia campanilistiche che di carattere squisitamente “artistico-culturale”.
Proprio mentre infuria ancora la polemica sulla “richiesta” provocatoria di Sgarbi per l’EXPO, sostenendo la vile tesi che a Reggio sono ostaggi della ‘ndrangheta, le nostre statue subiscono un affronto che oltrepassa la soglia dell’Arte e sconfina nel pessimo gusto.
Fotografati agghindati con boa di struzzo e perizoma..come fossero in un night club!
Di solito per fare servizi fotografici elementari ed a fini didattici o editoriali servono molti passaggi burocratici senza neppure essere sicuri dell’ottenimento dell’autorizzazione ed ora chi ha concesso questa possibilità?
Gli scatti sono del fotografo Gerald Bruneau, reporter internazionalmente noto per i suoi “servizi” che hanno già provocato l’opinione pubblica con campagne come quella relativa alla statua di Paolina Bonaparte del Canova, e sulla scelta artistica si può o meno essere favorevoli; la questione reale invece riguarda la scandalosa “autorizzazione” a poterlo fare incuranti del ritorno d’immagine che le statue ed una città , già “trash” di suo , avrebbero avuto.
Se è vero come è vero che le antiche statue vengono percepite come “patrimonio universale”di bellezza ed armonia è anche vero che questo “status” viene terribilmente intaccato e compromesso dal trasformare fattivamente la loro autorevolezza estetica in “oggetto di consumo visivo” di concetto post-industriale molto “pop-trash” e poco “Art”.
Se il tentativo era quello di attirare l’attenzione è riuscito in pieno ma, mentre il fotografo Bruneau aumenterà le sue quotazioni, la città di Reggio ed i Bronzi stessi subiscono di fronte ai media internazionali un ulteriore danno ad un’immagine già ordinariamente compromessa da atavici problemi locali che la presenza delle Statue, normalmente, aiuta a trascendere offrendo uno spaccato diverso di Cultura ed un “punto di fuga” culturale che sembra non essere caro, a tal punto, neppure ai tutori istituzionali di questo immenso patrimonio.
Il Movimento Reggio chiede che vengano formalmente adottati i giusti provvedimenti verso chi ha autorizzato , incurante del parere cittadino, questa operazione dai caratteri anche speculativi e che il Comune di Reggio chieda i danni all’Immagine cittadina .
Filippo Sorgonà



