“In Calabria la gestione dei rifiuti è in mano alle mafie”

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Lo afferma la deputata calabrese di Sel Celeste Costantino

“In Calabria la gestione dei rifiuti è in mano alle mafie”

Lo afferma la deputata calabrese di Sel Celeste Costantino

 

Ho interpellato il ministro dell’Ambiente ormai più di venti giorni fa
sulla “emergenza” rifiuti a Reggio Calabria, sottolineando che il tema non
investiva solo l’incapacità della classe dirigente calabrese di risolvere
questo dramma ma che era evidente che fossimo in presenza di un sistema
creato ad hoc da mafie e clientelismo per gestire il sistema di smaltimento
dei rifiuti.

Lo afferma la deputata calabrese di Sel Celeste Costantino.

La risposta del Governo è stata del tutto insufficiente e non ha
minimamente sfiorato la questione della legalità e della trasparenza. Oggi
leggiamo che l’operazione “Rifiuti spa 2” – che ha portato all’arresto di
24 persone ieri – evidenzia il sempre più centrare ruolo del boss Matteo
Alampi, “imprenditore ‘ndranghetista” che dal carcere ha continuato in
questi anni a gestire gli affari della sua cosca. Avvalendosi di decine di
persone, tra cui anche due prestigiosi avvocati penalisti del Foro reggino,
che si sarebbero prestati a fare da “postini e da portatori di messaggi e
notizie agli altri sodali non detenuti, prosegue l’on. Costantino.

In Calabria l’anno scorso solo 12 imprese su 161 che operano nello
smaltimento dei rifiuti avevano il certificato antimafia. Intanto la
raccolta differenziata rimane bloccata al 4%. Tutto ciò mentre il
presidente della Regione dimissionario Giuseppe Scopelliti – aderente al
Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, quindi nella compagine del Governo
di cambiamento di Matteo Renzi – affermava che «a Reggio non ci sono mai
stati grossi problemi. Solo un migliaio di tonnellate di rifiuti a terra».

Spero che il Pd calabrese non abbia tentazioni di piccole intese come sul
modello nazionale. E noi saremmo quelli tacciati di contraddizione?