Zambrone, l’opposizione abbandona l’aula: “Democrazia calpestata e atti illegittimi. Ricorreremo al Prefetto”

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I consiglieri del gruppo “Rinascita per Zambrone”, Maria Carmela Epifanio e Fabio
Cotroneo, unitamente alla consigliera del Gruppo Misto, Mariana lannello, hanno
abbandonato in data odierna l’aula consiliare in segno di ferma protesta contro
quella che definiscono una “gestione autoritaria e tecnicamente illegittima” della
massima assise cittadina.
La decisione è maturata a seguito del rifiuto, da parte della maggioranza, di
accogliere una mozione d’ordine richiesta dai consiglieri di opposizione del
gruppo di Rinascita per Zambrone, Mariella Epifanio e Fabio Cotroneo, volta a
inserire all’ordine del giorno due temi cruciali per la cittadinanza, già oggetto di
richiesta di discussione in sede di consiglio ma deliberatamente ignorati dalla
Presidenza del Consiglio:
L’emergenza della frana sulla SP 83 (interpellanza del 09/01/2026);
L’adesione del Comune alla “Rottamazione Quinques” dei tributi locali
(interrogazione del 29.01.2026).
Le ragioni della protesta: violazione del TUEL, nel merito del riscontro pervenuto a
firma del Presidente del Consiglio senza delega al bilancio e, del Regolamento del
consiglio comunale di Zambrone.
L’opposizione contesta la validità giuridica della risposta ricevuta via pec in
merito alla rottamazione dei tributi. L’atto risulta infatti siglato da un Consigliere
comunale privo di delega al Bilancio, anziché dal Sindaco o dall’Assessore
competente.
“Siamo di fronte a un vizio di incompetenza e carenza di potere” – spiegano i
rappresentanti di Rinascita per Zambrone – “Il Sindaco non può sottrarsi alle
proprie responsabilità delegate dal Testo Unico Enti Locali (TUEL) utilizzando
‘firme di cortesia’ di soggetti non titolati. Tale condotta rende l’atto nullo e privo di
valore certificativo.”
I consiglieri denunciano inoltre, una palese violazione dell’Art. 26 del
Regolamento comunale. Secondo le norme vigenti, le interpellanze con richiesta
di risposta orale devono essere obbligatoriamente iscritte all’ordine del giorno
della prima seduta utile e comunque, entro 30 giorni dalla richiesta.
La discussione in aula si è protratta sulla tesi del sindaco che avvalorava una sua
interpretazione del Regolamento, da una prassi storica nel gestire le risposte alle
interrogazioni e, una fantomatica presenza plenaria (non contenuta nel
Regolamento del consiglio comunale di Zambrone), che per l’assenza giustificata
di una consigliera, avrebbe inficiato comunque la sua discussione in aula.
Ma si sa, le Regole servono per definire azioni, diritti e doveri. L’interpretazione
non può essere affidata a nessuno perchè risulterebbe leso, come nel nostro
caso, un diritto inalienabile dal proprio ruolo: di avanzare cioè, richieste e dialoghi
su temi da cui può dipendere il funzionamento dell’ente o le migliori condizioni di
vita dei cittadini.
“Il Presidente del Consiglio ha omesso di inserire questi punti, privandoci del
diritto di iniziativa e impedendo un dibattito pubblico su temi che toccano la
sicurezza stradale e le tasche dei cittadini”, dichiarano i consiglieri.
La parola al Prefetto
Nonostante la presenza in aula per senso del dovere, constatato il diniego alla
mozione d’ordine e l’impossibilità di esercitare le funzioni democratiche previste
dalla legge, il gruppo di opposizione ha scelto di non partecipare ai lavori.
“Non saremo spettatori passivi del declino democratico di questo Ente. Abbiaто
già dato mandato affinché venga investito della questione il Prefetto di Vibo
Valentia, richiedendo l’esercizio dei poteri sostitutivi per ripristinare la legalità
violata e garantire il diritto dei cittadini a essere rappresentati.”
I Consiglieri Comunali del gruppo Rinascita per Zambrone
Maria Carmela Epifanio, Fabio Cotroneo e Amelia Conca