Valensise, “Il paradosso dell’Asp di Reggio Calabria: tra inefficienza, rischio preanalitico e spreco di risorse”
Mag 22, 2026 - redazione
Continua la vicenda che riguarda il laboratorio analisi di Polistena e la discutibile gestione della processazione degli esami provenienti dal punto prelievi di Taurianova.
Secondo quanto denunciato nei giorni scorsi,i campioni biologici non seguono un percorso razionale né conforme ai principi di efficienza organizzativa e appropriatezza diagnostica. Le provette ematiche prelevate a Taurianova, invece di essere conferite direttamente al laboratorio dell’ospedale di Polistena ,struttura pienamente attrezzata e accreditata per l’esecuzione completa del pannello analitico richiesto ,vengono UDITE UDITE dapprima trasferite a Palmi CON che tipo di navetta ??? e successivamente inoltrate presso un punto prelievi di Reggio Calabria, in via Willermin, struttura che non dispone delle capacità tecnico-strumentali necessarie per la processazione completa degli esami.
Il risultato è un percorso logisticamente illogico e scientificamente discutibile:
Taurianova → Palmi → Reggio Calabria → Polistena → ritorno dei referti a Taurianova.
Una catena di trasporto che espone i campioni biologici a un aumento del rischio preanalitico, con potenziali criticità legate a:
conservazione e stabilità analitica dei campioni;TUTYO QUESTO A CHI FA COMODO????????
tempi di trasferimento incompatibili con alcuni parametri sensibili;
incremento del rischio di emolisi, deterioramento e alterazione dei biomarcatori;
duplicazione delle movimentazioni e conseguente aumento della probabilità di errore umano.
È ancora più grave apprendere che esami specialistici, tra cui Calcitonine
Herpes
Microalbuminurie
Farmaci tutti
Morbillo
E tanti altri,debbano infine essere comunque processati dal laboratorio di Polistena, unico centro realmente idoneo a completare l’iter diagnostico.
Sorge quindi una domanda inevitabile:
quale logica sanitaria, economica e organizzativa giustifica il trasferimento di campioni per decine di chilometri, quando il laboratorio competente dista appena 5 km dal punto prelievi?
In un sistema sanitario moderno, la governance laboratoristica dovrebbe basarsi su:
✔️ appropriatezza clinico-organizzativa;
✔️ ottimizzazione della fase preanalitica;
✔️ riduzione dei tempi di turnaround (TAT);
✔️ sicurezza del campione biologico;
✔️ tutela della qualità diagnostica e del cittadino.
Qui, invece, assistiamo a un modello che appare contrario ai principi basilari della medicina di laboratorio e dell’efficienza sanitaria.
La Direzione Sanitaria ha il dovere di chiarire:
quali siano i criteri tecnico-organizzativi adottati;
quali valutazioni di rischio siano state effettuate;
quali benefici reali produca questo sistema;
e soprattutto chi risponde delle possibili criticità sulla qualità diagnostica e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Perché la sanità non può diventare un circuito burocratico dove persino una provetta di sangue è costretta a compiere un viaggio assurdo prima di arrivare nel laboratorio che avrebbe potuto analizzarla immediatamente.
Comitato Spontaneo a Tutela della Salute




