Una cagnolina presa a colpi d’asta, è morta in spiaggia a Pizzo, denunciata anche una violenta aggressione. L’uomo accusato, “Ho agito per difendere mio figlio di 6 anni”

banner pasticceria taverna

Si tratta di un episodio gravissimo, ma ancora tutto da ricostruire quello che si è verificato il 7 agosto sulla spiaggia di un complesso condominiale a Pizzo. Una cagnolina di razza Schnauzer nano è stata colpita alla testa con l’asta di un ombrellone, riportando lesioni di estrema gravità che hanno poi reso necessaria l’eutanasia. A denunciare i fatti è stato il proprietario, un turista tedesco che ha presentato un esposto alle autorità competenti e informato il proprio Consolato. Secondo quanto dichiarato dall’uomo, la cagnolina si sarebbe avvicinata a un altro cane di piccola taglia che si trovava insieme a un bambino. Il proprietario ha sostenuto di non aver visto alcun morso all’indirizzo dell’uomo o del bambino presente e ha affermato di aver assistito direttamente al momento in cui l’asta dell’ombrellone è stata impugnata per colpire l’animale. Subito dopo l’aggressione all’animale si è scatenata una colluttazione. Il turista ha riferito di essere stato spinto e fatto cadere a terra. In seguito all’accaduto si è recato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme, dove i medici gli hanno diagnosticato un trauma cranico non commotivo, traumi all’orecchio sinistro e al ginocchio destro, oltre a diverse escoriazioni. Nel frattempo, la cagnolina è stata trasportata d’urgenza presso una clinica veterinaria. Il quadro clinico è apparso da subito critico a causa di gravissime lesioni e fratture riportate alla testa. Nonostante i tentativi di cura forniti dai veterinari, le condizioni dell’animale si sono aggravate irrimediabilmente, rendendo inevitabile la soppressione eutanasica. Sulla vicenda sono intervenute congiuntamente le associazioni OIPA Vibo Valentia, Argo, LAV Vibo Valentia e Amore Randagio, esprimendo una fermissima condanna e sollecitando l’intervento degli organi inquirenti. Le sigle animaliste hanno dichiarato: “Al di là di ogni ricostruzione che dovrà essere verificata dalle Autorità, non può essere considerato normale né accettabile che, in una situazione di potenziale paura o concitazione, si arrivi a colpire un animale con un oggetto contundente, provocandogli lesioni di tale gravità da renderne necessaria l’eutanasia”.

La versione dell’uomo accusato di aver ucciso la cagnolina, “Ho agito per difendere mio figlio di sei anni che era inseguito”

L’uomo accusato del gesto, assistito dall’avvocato Elisa Solano, ha deciso di fornire la propria ricostruzione per spiegare come siano andate le cose dal suo punto di vista, sostenendo che la priorità fosse la tutela del figlio di sei anni. La vicenda si scontra con l’esposto presentato dal proprietario dell’animale, un turista tedesco che ha informato della vicenda anche il Consolato del proprio Paese. L’uomo indagato chiarisce la natura del suo intervento, definendo la reazione come una diretta conseguenza della paura provata in quei momenti concitati. Il racconto dell’uomo parte dai momenti antecedenti all’aggressione, mentre si trovava in spiaggia con la famiglia e alcuni amici per guardare il tramonto. “Ad un certo punto, mentre uno dei miei bambini giocava vicino a noi, veniva rincorso da un cane senza guinzaglio che gli abbaiava dietro. Dopo pochi secondi si aggiungeva un secondo cane ed entrambi rincorrevano mio figlio”, ha spiegato il genitore. La situazione sarebbe poi degenerata rapidamente sotto gli occhi dei presenti. “Il piccolo correva e gridava aiuto e mia moglie urlava: ‘I cani, i cani, aiuto’. I proprietari stranieri dei rispettivi animali, a distanza, esclamavano parole nella loro lingua. Non so cosa dicessero, ma nessuno fa niente, nessuno si avvicinava, nessuno si alzava”, ha aggiunto l’uomo, evidenziando anche il timore causato dalla presenza di altri animali liberi nella zona. Sulla dinamica precisa del ferimento della cagnolina, l’uomo sostiene di aver tentato inizialmente di spaventare i cani a voce. “Impaurito per l’incolumità di mio figlio, incominciavo a urlare contro i cani per poterli spaventare. Nel frattempo uno dei cani si lanciava per mordere mio figlio, quindi per istinto afferro un palo di ombrellone che era presente sulla spiaggia e vado ad allontanare i cani”, ha dichiarato. Il genitore assicura di non aver avuto l’intenzione di uccidere l’animale. “Nel muovere il palo ferivo uno dei due cani, che veniva soccorso. Successivamente ho scoperto che purtroppo era morto nella notte. Non era mia intenzione che accadesse ciò. Volevo solo allontanare e spaventare i cani. Ho agito per difendere il mio bambino di sei anni. È stato l’istinto di un genitore davanti a un pericolo imminente per il proprio figlio”, ha affermato. A supporto della propria linea difensiva, il padre riferisce che il bambino sarebbe stato effettivamente morso durante la concitazione. “Ho portato mio figlio al Pronto soccorso per farsi refertare per il morso subito. Ancora oggi il mio bambino è scosso e non riesce a dormire la notte”. Un altro punto di forte divergenza riguarda la presunta colluttazione con il turista tedesco, il quale ha riferito di essere stato spinto e fatto cadere prima di recarsi al Pronto soccorso di Lamezia Terme. L’uomo nega categoricamente ogni addebito su questo fronte: “È assolutamente non vera la notizia dell’aggressione del proprietario del cane morto da parte mia. Non abbiamo avuto nessuna colluttazione, non so nemmeno chi sia. Non mi risulta abbia avuto lesioni”. Per chiarire questo aspetto viene richiamato l’intervento delle forze dell’ordine: “I Carabinieri presenti per il soccorso del cane potrebbero testimoniare quanto avvenuto”. L’uomo individua infine nella mancata custodia degli animali la causa principale dell’accaduto. “Se gli stessi cani fossero stati al guinzaglio tutto questo non sarebbe successo”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza del rispetto delle regole sulla conduzione dei cani negli spazi pubblici e privati. “Su una spiaggia con presenza di bambini i cani andrebbero tenuti al guinzaglio e ben custoditi, nel rispetto anche di chi legittimamente ha paura degli animali”, ha concluso l’uomo, precisando di essere stato lui stesso a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per consentire di chiarire ogni dettaglio. Saranno quindi le forze dell’ordine nelle loro indagini a chiarire ogni aspetto della vicenda.