Un anno senza banca Intesa San Paolo. Taurianova non può essere lasciata indietro. VIDEO
Giu 29, 2026 - redazione
Un anno senza banca Intesa San Paolo. Taurianova non può essere lasciata indietro
È passato un anno dalla chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo a Taurianova, ma i disagi per cittadini e imprese non solo non si sono attenuati, bensì sono diventati sempre più evidenti. Quella che poteva apparire come una semplice riorganizzazione aziendale si è trasformata in un problema concreto per un intero territorio.
Taurianova, con i suoi quasi 15 mila abitanti, rappresenta uno dei principali centri della Piana di Gioia Tauro e costituisce un punto di riferimento anche per numerosi comuni dell’area aspromontana. Privare un territorio con questo bacino d’utenza di una presenza bancaria significa creare un vuoto nei servizi essenziali, soprattutto per anziani, commercianti, professionisti e piccoli imprenditori.
A rendere ancora più incomprensibile la situazione è l’assenza di qualsiasi presidio operativo: nessuno sportello bancomat, nessuna cassa continua, nessun servizio minimo capace di garantire prelievi, versamenti o operazioni quotidiane. Un’assenza che costringe centinaia di utenti a raggiungere ogni giorno la filiale di Polistena, dove l’aumento dell’utenza ha inevitabilmente prodotto lunghe attese e un peggioramento della qualità del servizio.
La questione va oltre il semplice disagio. È un tema di equità territoriale. Quando un servizio essenziale scompare senza che venga prevista un’alternativa, a pagare il prezzo più alto sono le comunità locali, che vedono ridursi progressivamente la qualità della vita e la capacità di attrarre investimenti e attività economiche.
Per questo motivo è necessario aprire un confronto serio tra amministrazione comunale, Intesa Sanpaolo e istituzioni competenti. Non si tratta necessariamente di chiedere la riapertura della filiale, ma almeno di garantire servizi essenziali attraverso l’installazione di uno sportello bancomat evoluto e di una cassa continua, strumenti ormai diffusi in molte realtà e capaci di rispondere alle esigenze di cittadini e imprese.
Dopo dodici mesi è tempo di fare un bilancio. E il bilancio, purtroppo, è negativo. Le difficoltà denunciate da utenti e operatori economici dimostrano che la chiusura della filiale ha lasciato un vuoto che non è stato colmato. Ignorare questo problema significherebbe accettare che un territorio importante venga progressivamente privato di servizi fondamentali.
Una comunità non chiede privilegi. Chiede soltanto di non essere lasciata sola.




