Tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, gli interventi della politica
Feb 26, 2026 - redazione
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Il consigliere regionale Enzo Bruno (Tridico Presidente): “Basta parole, servono cooperazione internazionale, canali legali e un sistema europeo condiviso”
CATANZARO – 26 FEBBRAIO 2026. «Il mare restituisce corpi, ma non restituisce sogni». A tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, il ricordo delle 94 vittime non può ridursi a un gesto formale o a una commemorazione rituale. «A pochi metri dalla riva si sono spezzate 94 vite: uomini, donne, bambini. Non “clandestini”, non “sbarchi”, non numeri. Persone. Figli. Madri. Padri. Esistenze che avevano attraversato deserti, guerre e fame inseguendo una sola parola: futuro», dichiara il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente.
Per Bruno, la memoria deve tradursi in responsabilità politica. «Da allora abbiamo ascoltato troppe parole e visto poche scelte coraggiose. Le rotte restano pericolose, i soccorsi non sempre garantiscono tempestività e coordinamento adeguati, l’Europa non ha ancora costruito un sistema realmente condiviso ed efficace di gestione dei flussi migratori. E intanto le tragedie si ripetono. Il Mediterraneo continua a trasformarsi in un cimitero, un confine liquido che separa la speranza dalla tragedia».
Il capogruppo di Tridico Presidente sottolinea come l’anniversario imponga un cambio di passo: «La memoria, se vuole essere autentica, deve diventare responsabilità politica. Significa pretendere cooperazione internazionale seria, canali legali e sicuri di ingresso, un sistema europeo che non lasci sole le regioni costiere. Significa investire nei Paesi di origine e contrastare davvero i trafficanti di esseri umani, ma allo stesso tempo affermare un principio non negoziabile: in mare ogni vita va salvata».
«Cutro non è stata solo una tragedia, è stata uno spartiacque morale», conclude Bruno. «Ci ha messo davanti alla fragilità di chi fugge e alla fragilità delle nostre risposte. Se non trasformiamo quel dolore in decisioni concrete, continueremo a commemorare vittime che potevano essere salvate. Ricordare oggi significa scegliere da che parte stare. Dalla parte della vita. Sempre».
Terzo anniversario della tragedia di Cutro, il Pd Calabria chiede “memoria, verità e responsabilità”
“A tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, la Calabria si raccoglie nel silenzio e nel rispetto per le 94 vittime di una tragedia che ha segnato la coscienza collettiva della nostra terra e dell’intero Paese. Oggi è giorno di memoria, di pietà e responsabilità”. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, nel terzo anniversario del naufragio avvenuto sulle coste crotonesi. “Cutro – continuano i dem – è il simbolo di un fallimento europeo e nazionale nella gestione dei flussi migratori. È il segno doloroso di quanto accade quando prevalgono propaganda e chiusure ideologiche. In questi tre anni, il Mediterraneo ha continuato a essere teatro di tragedie, mentre il dibattito pubblico si è ridotto spesso a slogan. Le politiche migratorie non possono esaurirsi nel contrasto agli scafisti, che resta necessario, né possono fondarsi esclusivamente su logiche emergenziali. Sono necessari canali legali e sicuri di ingresso, una riforma compiuta del diritto d’asilo europeo, un sistema di redistribuzione obbligatoria tra gli Stati membri e investimenti significativi nella cooperazione con i Paesi di origine e di transito”. Il Pd Calabria richiama l’Unione europea “a una profonda assunzione di responsabilità, perché le regioni di frontiera non possono essere lasciate da sole”. “Occorrono – sottolineano i dem – risorse adeguate, strumenti comuni e politiche condivise che superino il principio del Paese di primo approdo e garantiscano accoglienza dignitosa e integrazione”. “Il governo nazionale scelga la via della cooperazione istituzionale e della programmazione. Governare i fenomeni migratori – ricorda il Pd Calabria – significa coniugare umanità e legalità, sicurezza e diritti, rigore e solidarietà. La Calabria continuerà a fare la propria parte con dignità, come hanno dimostrato le comunità locali e i sindaci nei giorni più difficili. Tocca all’Europa e al governo nazionale assumere la responsabilità – concludono i dem – di scelte coraggiose, giuste e condivise, perché nessun altro mare diventi un cimitero di innocenti”.




