Taurianova, il consigliere Marafioti interviene sulla Relazione della Gestione del Rendiconto 2025

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Riceviamo e pubblichiamo la nota del Consigliere Comunale di minoranza Simone Marafioti

Dopo la relazione della Corti dei Corti arriva quella sulla Gestione 2025, che consegna ai cittadini un quadro che non può essere addolcito con formule burocratiche né tantomeno furbescamente occultato: il Comune chiude l’esercizio con una situazione contabile che, dietro un avanzo apparente, nasconde un disavanzo strutturale pesantissimo e una prospettiva di soffocamento finanziario per i prossimi dieci anni. La parte disponibile del risultato di amministrazione è infatti negativa per -7.712.405,13 euro, e dentro quella cifra c’è la vera eredità politica di questa amministrazione. Dal 2026 al 2035 il Comune dovrà ripianare 516.940,51 euro l’anno soltanto per il disavanzo da FAL, il Fondo Anticipazione di Liquidità. Questo significa che, indipendentemente dagli slogan elettorali, la prossima amministrazione erediterà una camicia di forza finanziaria già cucita oggi. E se Biasi punta alla riconferma, è bene dirlo senza giri di parole: sta chiedendo il voto sapendo che la zavorra vera partirà da dopo le elezioni, cioè nel momento in cui potrebbe non esserci nemmeno lui a gestirne gli effetti. La cassa al 31 dicembre 2025 è scesa ancora, a 85.919,79 euro, contro i 112.882,29 euro del 2024 e i 978.529,20 euro del 2023 È un dato che, da solo, racconta una sofferenza evidente di liquidità. Non a caso l’ente ha dovuto ricorrere all’anticipazione di tesoreria per 145 giorni, con un importo medio di 201.800,92 euro. In pratica, il Comune ha dovuto farsi prestare respiro per continuare a pagare l’ordinario. A questo si aggiunge una massa enorme di residui attivi pari a 38.946.228,06 euro. Significa che il Comune ha contabilizzato crediti enormi, ma una parte consistente è tutt’altro che sicura. Lo conferma il FCDE, il fondo crediti di dubbia esigibilità, che arriva a 9.616.120,55 euro. Tradotto in parole semplici: il Comune sa già che una fetta importante di quei crediti è difficile da incassare, e per prudenza deve congelare milioni di euro. La vera bomba che sgancia Roy Biasi col rendiconto è il FAL. La relazione dice che il disavanzo da ripianare derivante dalla gestione 2025 è pari a 516.940,51 euro l’anno per 10 annualità, dal 2026 al 2035. Questa non è una semplice partita di giro: è un vincolo reale che sottrae capacità di spesa a servizi, manutenzioni, investimenti e politiche sociali. In sostanza, per dieci anni il Comune dovrà pagare il conto di una gestione passata che si trasforma in un freno sul futuro. Ed è qui che la responsabilità politica diventa evidente. Biasi non lascia solo un bilancio complicato: lascia una struttura finanziaria irrigidita, con meno margini di manovra e più obblighi di accantonamento. Il problema non è il tecnicismo del FAL, ma il fatto che questa amministrazione lo consegni alla città come un macigno già certo e già quantificato . Il lato delle entrate non è più rassicurante, il Comune continua a dipendere troppo da incassi incerti e da recuperi straordinari, invece di poggiare su entrate stabili e realmente esigibili. Il quadro patrimoniale conferma la stessa dinamica: il Comune ha beni e immobilizzazioni consistenti, ma la liquidità è bassa e i crediti sono molto alti. È un patrimonio che sulla carta appare solido, ma che nella pratica resta poco spendibile e fortemente vincolato. La domanda politica è inevitabile: questa amministrazione vuole davvero chiedere fiducia per il futuro, quando i numeri dicono che il futuro è già ipotecato? Biasi può anche rivendicare equilibrio formale e risultati contabili parziali, ma la sostanza è un’altra: il Comune entra nel 2026 con una zavorra decennale, una cassa fragile, crediti incerti e un disavanzo che assorbirà risorse per anni. Non è una narrazione di rilancio, è una narrazione di rinvio.

Simone Marafioti – Consigliere comunale di minoranza