Scolaro, “I Kiwi della Piana di Gioia Tauro non si toccano, vanno trasportati, protesta legittima, ma rispetto per chi ha lavorato”
Ott 12, 2026 - redazione
La legittimità di una protesta svanisce nel momento esatto in cui calpesta il diritto al lavoro altrui, minaccia l’incolumità degli operatori del settore ed avanza ipotesi improponibili.
Ciò che rende la situazione ancora più inaccettabile è che i canali di dialogo e di sostegno istituzionale non sono affatto interrotti. Il governo è già intervenuto con stanziamenti massicci a favore del comparto agricolo, varando aiuti concreti proprio per mitigare le spese più gravose per le aziende.
Nello specifico, i provvedimenti esecutivi hanno introdotto agevolazioni fiscali cruciali attraverso decreti dedicati:
• un credito d’imposta fino al 20% per l’acquisto di gasolio agricolo e benzina, con fondi complessivi che superano il miliardo di euro all’anno per mantenere i regimi di favore sul carburante;
• un credito d’imposta fino al 30% sulle spese sostenute per i fertilizzanti agricoli.
Non per ultimo, il governo Occhiuto ha proposto e approvato uno stanziamento straordinario di 15 milioni di euro contro il caro carburante.
Nelle prossime ore, però le principali arterie stradali potrebbero diventate una trappola per centinaia di camionisti, costretti a subire aggressioni e assalti ingiustificati.
I kiwicoltori della Piana di Gioia Tauro però si oppongono a tale modo di operare e pretendono una soluzione. La protesta non deve concludersi con una guerra tra i poveri, ma una sorta di collaborazione ai tavoli di concertazione per far sì che nessuno subisca danni economici alle proprie aziende.
Mentre coloro che protestano fanno lavorare i frantoi a pieno regime e raccolgono le olive, in quanto la merce non è deperibile, dall’altra parte esiste un compatto numeroso di agricoltori che producono Kiwi ed ortofrutta e non hanno nessuna intenzione di perdere la produzione.
Chi trasporta merci altamente deperibili come i kiwi si ritroverà bloccato, assistendo impotente al deterioramento del proprio carico. Ogni ora passata in coda, a causa del blocco, rappresenta una perdita economica irreversibile per le aziende di trasporto e per i distributori. Non si tratta solo di ritardi logistici, ma di tonnellate di cibo che finiranno direttamente in discarica a causa dell’ostruzionismo dei colleghi stessi che la terra la lavorano e che quindi sanno di cosa si parla.
Per questo chiediamo un intervento urgente e risolutivo della protesta con una proposta che possa mettere fine ai disagi, altrimenti è indispensabile l’intervento delle forze dell’ordine e delle Prefetture, in caso di disagi, che dovranno intervenire con fermezza per sgomberare i tratti autostradali occupati e garantire corridoi sicuri per i mezzi pesanti che trasportano merce deperibile.
La solidarietà tra categorie non può essere pretesa con la violenza: se la protesta distrugge il lavoro degli altri, cessa di essere una battaglia di dignità e diventa solo un abuso.
Luigi Scolaro in rappresentanza di numerosi produttori di Kiwi della Piana di Gioia Tauro



