Scarcerato il boss di Rosarno Salvatore Pesce, era al 41-bis: ridotta la pena di quasi dieci anni. Riconosciuto il vincolo della continuazione
Ago 07, 2026 - Giuseppe Larosa
?????????????????????????????????????????????????????????
La Corte d’Appello di Milano applica una decisione che molto probabilmente è destinata a far discutere perché dopo oltre 16 anni trascorsi in carcere, il boss di Rosano, Salvatore Pesce, esponente di spicco della potente e storica cosca di Rosarno, è stato scarcerato, grazie a una rideterminazione della pena che ha inciso in modo significativo sul suo fine pena. Il provvedimento nasce dalla richiesta avanzata dal collegio difensivo formato dagli avvocati, Giacomo Iaria, Anna Maria Domanico e Francesco Arena, dove i giudici hanno riconosciuto il vincolo della continuazione tra due distinti procedimenti penali, ovvero quello per associazione mafiosa e quello relativo al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si tratta di un istituto previsto dall’ordinamento penale che, quando ne ricorrono i presupposti, consente di considerare più reati come espressione di un unico disegno criminoso, con una conseguente rideterminazione della pena complessiva.
Salvatore Pesce era stato arrestato nel 2010 durante l’operazione della Dda denominata “All Inside”, in un delle più importanti inchieste contro la potente cosca di Rosarno e quel procedimento penale si concluse con la la condanna a Salvatore Pesce a 20 anni e 11 mesi di reclusione. A questa pena si sommava una precedente condanna, pronunciata nel 2009 dalla Corte d’Appello di Milano, a 15 anni di carcere per traffico di droga. Le due sentenze avevano così determinato un cumulo di pena prossimo ai 36 anni di reclusione. Con il riconoscimento della continuazione, tuttavia, il quadro sanzionatorio è stato profondamente modificato. La pena complessiva è stata infatti ridotta a 26 anni e 11 mesi, con un abbattimento di quasi dieci anni rispetto al cumulo originario. Una differenza che ha consentito a Salvatore Pesce di maturare il termine della detenzione e di lasciare il carcere. Salvatore Pesce era detenuto al 41-bis nel carcere di Vigevano. Sul piano giudiziario il caso è chiuso con il riconoscimento della libertà al Pesce, ma in merito al dibattito pubblico, sarà una decisione che aprirà una serie di dibattiti e riflessioni tra le varie garanzie processuali e il rapporto con la certezza della pena specie quando riguarda esponenti delle organizzazioni mafiose.



