Sanità, sempre più calabresi si curano fuori Regione. Falcomatà: “Basta propaganda sulla salute dei cittadini. Il Commissario Occhiuto ha fallito”
Gen 07, 2026 - redazione
«Negli ultimi due anni la fuga dei pazienti calabresi verso le regioni del Nord è aumentata di circa il 13%, con una spesa che ha superato i 326 milioni di euro in un solo anno. La Calabria è stabilmente tra le regioni con il peggior saldo sanitario d’Italia e la tendenza è in continuo peggioramento. I dati sulla mobilità sanitaria certificano, una volta per tutte, il fallimento di anni ed anni di propaganda del centrodestra e della gestione del Super Commissario alla Salute, Roberto Occhiuto». Lo afferma Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito democratico, commentando i numeri emersi dal riparto del fondo sanitario nazionale approvato dalla conferenza Stato-Regioni.
«Queste cifre – prosegue – vanno oltre la semplice statistica. Sono uomini, donne, padri, madri, giovani e anziani costretti a lasciare la propria terra per potersi curare. Le famiglie si dividono ed i costi economici e sociali sono enormi. La mobilità sanitaria non è una scelta, ma spesso rappresenta l’unica via di salvezza da un sistema sanitario regionale che, escluse rare eccezioni e nonostante gli sforzi immani di medici e operatori sanitari, non riesce a garantire servizi adeguati».
Secondo il consigliere regionale del Pd, la responsabilità è tutta politica: «Dopo anni di commissariamento e con la gestione affidata direttamente al presidente Roberto Occhiuto, non solo non si è invertita la rotta, ma la situazione è addirittura peggiorata. Annunci e promesse non hanno prodotto risultati concreti perché gli ospedali sono in affanno, interi reparti sono costretti a chiudere per carenza di personale, le liste d’attesa sono sempre più lunghe e la sanità territoriale, come andiamo denunciando da tempo immemore, è pressoché inesistente».
«Ogni euro speso per curare i nostri cittadini fuori regione è un euro sottratto alla nostra sanità», aggiunge Falcomatà sottolineando come, in questa maniera, «si alimenti un circolo vizioso che impoverisce ulteriormente il sistema e aumenta il divario con le regioni più forti del Paese, sul quale incombe anche la mannaia dell’Autonomia differenziata votata dallo stesso Occhiuto proprio nella Conferenza Stato-Regioni».
«Serve – spiega l’esponente del Pd – una presa di responsabilità chiara, immediata e netta. Il commissariamento, così come è stato gestito, non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati. Occorrono, piuttosto, un cambio radicale di strategia, trasparenza sui risultati ottenuti e un piano straordinario, serio e verificabile, per restituire ai calabresi il diritto di curarsi nella propria regione». «In tutta la Calabria – continua – da nord a sud, aumentano i focolai di protesta. Ogni giorno si conta una nuova manifestazione: si lamentano disagi, difficoltà, crisi, si occupano i Pronto soccorso, si chiede il rispetto del diritto alla salute sistematicamente negato o demandato al sistema privato, a danno delle fasce più deboli della popolazione che hanno, il più delle volte, smesso di curarsi».
«La sanità – conclude Giuseppe Falcomatà – non può continuare ad essere il terreno della propaganda sul quale il centrodestra ha costruito i propri consensi. È un diritto costituzionale che oggi, in Calabria, viene continuamente messo in discussione e sempre più spesso purtroppo totalmente calpestato».



