Sanità, il consigliere regionale Enzo Bruno (Tridico Presidente): “Anche la Corte dei Conti certifica il fallimento della gestione sanitaria”

banner bcc calabria

banner bcc calabria

“Da settimane, a fronte delle nostre puntuali e documentate osservazioni sullo stato della sanità regionale, il presidente della Regione Calabria continua a evitare il confronto nel merito, preferendo affidare a dichiarazioni di terzi la contestazione di dati che sono pubblici, verificabili e prodotti da autorevoli organismi istituzionali. Il centrodestra è al settimo anno consecutivo di governo della Regione e rivendica di stare ancora producendo la programmazione di un grande sforzo per la rinascita della sanità regionale. Dimentica però che, in questi sette anni, la performance complessiva della sanità calabrese è crollata”.

È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”.

“Non lo affermiamo noi, ma lo affermano e lo documentano autorevoli fonti istituzionali e scientifiche – afferma Bruno -. Agenas, nel proprio rapporto sugli esiti del Servizio sanitario nazionale e dei servizi sanitari regionali, colloca ancora una volta la Calabria agli ultimi posti sia per quanto riguarda la sanità territoriale sia per quella ospedaliera. Dodici strutture rimangono ben lontane dalla sufficienza e anche la tenuta delle strutture più importanti – i tre ospedali Hub – appare modesta, nonostante gli annunciati ammodernamenti strutturali e l’introduzione di nuove tecnologie, restando comunque distante dai livelli di produzione dei DRG che dovrebbero caratterizzarle”.

“La Fondazione GIMBE, autorevolissimo osservatore scientifico, segnala la Calabria come una delle otto regioni non adempienti ai LEA, non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macroaree. A fronte di risultati di alcune regioni che superano i 280 punti e di una media complessiva nazionale pari a 226, la Calabria non raggiunge nemmeno quota 200. Tali dati sono stati ufficialmente presentati da GIMBE nel corso di un’audizione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato”, sottolinea ancora Bruno.

“Da ultimo, la Corte dei Conti ha rilevato che la Calabria presenta un disavanzo della sanità superiore ai 118 milioni di euro al IV trimestre 2024, come riportato nella relazione al Parlamento riferita agli anni 2022-2024. La Corte evidenzia inoltre che, nel monitoraggio degli obblighi delle regioni sottoposte a Piano di rientro, la verifica annuale del PdR per l’anno 2024 è stata valutata come “non positiva”, sottolineando anche il consistente ritardo nell’utilizzo delle risorse messe a disposizione dalle leggi nazionali. Il presidente Occhiuto parla da mesi della fine del commissariamento, ma lo stesso ministro della Salute non è stato in grado di ipotizzare una data, così come non vi è alcuna chiarezza sulla conclusione del Piano di rientro”, dice ancora Bruno.

“Occhiuto ritiene davvero di poter continuare a millantare credito presso i calabresi affidandosi al suo ineffabile ed eterno sorriso davanti alle telecamere? – chiede Bruno -. Quanto alla nostra capacità di proposta, che abbiamo più volte manifestato, ribadiamo la necessità di una forte politica sanitaria territoriale, capace di sviluppare una vera medicina di prossimità, affiancata da una rete ospedaliera contenuta ma fortemente qualificata sul piano professionale, tecnologico e alberghiero. Su questi temi siamo pronti a confrontarci apertamente in Consiglio regionale. Le riforme dell’assetto istituzionale possono anche risultare utili, ma sono perfettamente vane in assenza di un progetto operativo – conclude Bruno -. Di come siano organizzate e dirette le aziende sanitarie si preoccupa chi deve esercitare il potere; i cittadini, invece, chiedono almeno una minima ed effettiva tutela del diritto alla salute. Il presidente Occhiuto, invece di commissionare improbabili repliche, venga in aula per un confronto chiaro, pubblico e democratico”.