San Giovanni in Fiore, le dieci liste del centrodestra: “Barile peggior sindaco della storia cittadina. I consiglieri di opposizione si dimettano subito, prima che sia troppo tardi”

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“Bisogna porre immediatamente fine alla peggiore esperienza amministrativa della storia di San Giovanni in Fiore. Il sindaco Antonio Barile ha dimostrato una totale incapacità politica e amministrativa. La città è paralizzata, le opere pubbliche sono ferme, mancano nuovi finanziamenti e qualsiasi programmazione. Perfino sulle festività natalizie regna l’improvvisazione, con il sindaco che parla di lumini al posto delle luminarie. San Giovanni in Fiore è stata messa in ginocchio”. È la posizione unanime espressa in una nota stampa dai rappresentanti delle dieci liste elettorali che hanno sostenuto il candidato sindaco del centrodestra, Marco Ambrogio, riuniti nel pomeriggio del 4 novembre nella sede della coalizione al bivio del quartiere Oliveto, insieme ai consiglieri comunali di opposizione. “Il fallimento più grave – continua la nota – è politico e finanziario. L’amministrazione Barile ha presentato un rendiconto che, a differenza di quello predisposto dalla precedente amministrazione, apre la strada al dissesto del Comune. Sarebbe una catastrofe per San Giovanni in Fiore, con conseguenze pesantissime sui servizi, sulle assunzioni e sulle imprese creditrici dell’ente, che recupererebbero soltanto una parte delle somme loro dovute. Soprattutto, verrebbe compromessa la stabilizzazione dei 173 lavoratori Invisibili, per i quali la Regione Calabria, guidata dal centrodestra, ha messo a disposizione le risorse necessarie. Barile rischia di distruggere anche questa opportunità storica”. I rappresentanti delle dieci liste denunciano, inoltre, “un’involuzione amministrativa senza precedenti rispetto ai cinque anni di governo del centrodestra guidato da Rosaria Succurro, attuale consigliera regionale della Calabria, durante i quali San Giovanni in Fiore ha avuto finanziamenti, opere pubbliche, servizi e prospettive occupazionali”. “Alla disfatta amministrativa – evidenzia la nota delle forze di centrodestra – si aggiunge la gravissima vicenda dell’immobile di proprietà del sindaco dichiarato collabente, sulla quale abbiamo già chiesto le sue dimissioni. Sono prive di risposte attendibili le contestazioni sulla classificazione catastale del fabbricato e sulle relative conseguenze tributarie. Barile avrebbe dovuto chiarire ogni aspetto della vicenda e assumersi le proprie responsabilità politiche, ma ha scelto di restare incollato alla poltrona”. Da qui la richiesta di dimettersi, per porre fine all’amministrazione Barile, rivolta ai consiglieri comunali di opposizione. “Non c’è più tempo da perdere. Chiediamo ai nostri consiglieri – spiegano i rappresentanti delle 10 liste elettorali del centrodestra – di dimettersi tutti insieme e subito, senza attendere l’approvazione del bilancio e senza concedere a Barile altro tempo per aggravare la situazione. La città non può pagare il prezzo della sua miopia politica. Il centrodestra ha il dovere politico e morale di interrompere questa esperienza disastrosa. Barile – concludono – deve andare immediatamente a casa”.