SACRALITA’ DEL CARABINIERE212° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ARMACERIMONIA A REGGIO CALABRIA
Giu 07, 2026 - redazione
SACRALITA’ DEL CARABINIERE
212° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ARMA
CERIMONIA A REGGIO CALABRIA
Il 212° anniversario nazionale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri è stato celebrato a Reggio Calabria presso l’Arena dello Stretto alla presenza del Capo del Governo, On. Giorgia Meloni; del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto; del sottosegretario di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti; del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Luciano Portulano; del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. Salvatore Luongo; del Sindaco di Reggio Calabria, On. Francesco Cannizzaro; del Prefetto, dott.ssa Clara Vaccaro; delle autorità civili, militari e religiose. Presenti anche i Ministri dell’Interno, On. Matteo Piantedosi, del Lavoro e Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, e della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo
. Intervento del T. Col. Paracadutista MOVM Gianfranco Paglia. Hanno giurato gli Allievi Carabinieri del 144° corso con l’apposizione degli alamari. Commovente il discorso del Comandante del
l
a Scuola Carabinieri di Reggio Calabria, Col. Enrico Pigozzo
pronunciato ai Reparti schierati in armi, alle autorità, alla popolazione intervenuta.
Tanto tempo è passato dalla nascita dell’Arma dei
C
arabinieri
e
da allora è cambiat
o il modo di intendere
lo Stato. L’Italia ha vissuto esperienze belliche,
politiche e sociali devastanti, sino alla promulgazione della Costituzione repubblicana e democratica. Il progresso ha modificato profondamente l’organizzazione della società e il modo di vivere degli italiani. Nuove fonti legislative e regolamentari hanno seguito e sostituito le precedenti.
L
e nostre tradizioni le
insegnato i
c
omandanti e
gli
istruttori nelle
s
cuole e
nei
r
eparti,
i commilitoni più anziani e quelli in congedo
, che sono
la grande tradizione orale
e narrativa
,
le
istituzioni
e
i
cittadini dabbene,
i
riconoscimenti
e
le
opere letterarie e
i
saggi
consegnati
alle stampe anche da
i
nostri
militari,
negli ultimi anni.
Le
indicano
gli
esempi silenzios
i
dei Carabinieri ne
i compiti
quotidian
i
e
in
quell
i
fulgid
i
di tanti nostri eroi
, anche senza gloria, senza fama o riconoscimenti.
Lo insegna la nostra esperienza professionale e il
rapporto con la gente.
La missione del Carabiniere è il servizio allo Stato italiano e alla sua popolazione
. E’
la consapevolezza dei valori e dei doveri sui quali essa si fonda
ad essere
un ponte verso la società,
contribuendo ad assicurare s
icurezza e
b
enessere
.
Il
quotidian
o è dettato
da
i principi di disciplina che diventa uno stile di vita
,
il modo migliore per rafforzare il rapporto di fiducia con tutti i cittadini, ai quali offriamo il nostro impegno per il bene comune.
La scelta d’istinto e di ragione
è
di onorare ogni giorno e ogni dove
la
vita professionale
,
che
riempi
e
l
’
esistenza. La
nostra
intera vita con gli alamari, lunga e fugace, vissuta con l’entusiasmo e
con
forza del primo giorno
,
nel rispetto del giuramento prestato, ha confermato l’importanza di chiari riferimenti etici, di una guida morale e concreta.
Abbiamo
vissuto tanti momenti di soddisfazione e qualcuno di amarezza.
Sempre
,
abbiamo
potuto contare sulla grande famiglia dell’Arma che, insieme
a
lla
nostra
famiglia privata, ha accompagnato
il
lungo percorso con il suo sostegno e la sua comprensione.
P
er il Carabiniere
,
la Costituzione è il faro che illumina il
suo
percorso professionale e umano; le leggi e i regolamenti sono rispettivamente le delimitazioni entro le quali rimanere e le indicazioni da seguire; la formazione morale e professionale è l’abilitazione alla guida
durante il
percorso, non sempre pianeggiante e rettilineo;
così
l’etica
è
la bussola
e
il navigatore per raggiungere la meta.
Nella complessa, potente, affidabile macchina dell’Arma ciascuno è un
a entità
importante, necessari
a
per il più efficace funzionamento dell’insieme; qualche malfunzionamento
e
qualche scalfittura sono inevitabili, ma non possono incidere sulla sua totale affidabilità.
Il nostro ultracentenario motto “Nei secoli fedele”, nel
quale ci riconosciamo, succeduto al più antico “Usi a
obbedir tacendo e tacendo morir”, ci impone
la
fedeltà. “La Fedelissima” è la nostra marcia d’ordinanza
e
la “Virgo Fidelis” la nostra Patrona.
Una fedeltà laica
allo Stato e
,
quindi
,
alla sua Costituzione, alle sue leggi, alla sua gente, a
l
l’Arma dei Carabinieri, nella quale, per decisione consapevole comunque motivata, abbiamo scelto di servire.
L
a fedeltà
è
una scelta che ci impegna ad affrontare con entusiasmo la modernità, partecipando attivamente alle tante opportunità che essa offre. Nella attuale e futura società
,
l’Arma può e deve rappresentare uno scrigno di valori, un riferimento etico per l’intera comunità.
L
‘appartenen
za
all’Arma
impegna ad essere
cittadin
i
esemplar
i
, quale che sia la sua provenienza e il grado
.
M
ilitar
i
e operator
i
di polizia, responsabilmente convint
i
che “essere” Carabiniere è al tempo stesso una professione e una missione.
Ognuno è parte integrante e preziosa d
ell’
Istituzione, fondamentale negli assetti della sicurezza dello Stato italiano. Un
a
Istituzione solida, coesa, trasparente, autorevole, affidabile, efficiente, permeata di principi etici e valori antichi, attenta al presente e protesa al futuro. Forza di polizia a competenza generale che dal
rango di Forza armata trae alimento morale, urgenza e disciplina di azione, spirito di servizio e di sacrificio per l’attività istituzionale sul territorio italiano e
anche
all’estero nell’ambito delle iniziative per la pace e la sicurezza nel mondo.
“Le Istituzioni non sono entità astratte, camminano sulle gambe delle donne e degli uomini che le servono. Crescono grazie al loro esempio e conquistano rispetto e fiducia dei cittadini attraverso il sacrificio quotidiano. E’ cosi che, in oltre due secoli di storia, i Carabinieri hanno costruito il legame profondo che li unisce agli italiani
”. Lo
ha ribadito
Guido Crosetto, Ministro della Difesa
.
Cap. Cosimo Sframeli




