Rischio parassita “Schistosoma haematobium” in Corsica

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Il 23 aprile 2014, l’unità di parassitologia dell’ospedale dell’Università di Tolosa
ha segnalato all’Institut de Veille Sanitaire, Francia tre casi d’infezione di “Schistosoma
haematobium” che aveva colpito due fratelli e il loro padre. La famiglia francese
si era bagnata in acqua dolce del fiume Cavu vicino a Porto Vecchio, in Corsica nell’agosto
2013. Parecchi altri casi sono stati rilevati più tardi. A partire dal 25 marzo
2015, 110 individui hanno presentato almeno un test sierologico positivo, 26 dei
quali sono stati confermati tramite l’identificazione delle uova nelle urine. Lo
“Sportello dei Diritti [1]” che si occupa anche di tutela della salute dei cittadini,
porta all’attenzione del pubblico il consueto report dell’ECDC (“Centro europeo
per la prevenzione e il controllo delle malattie”), utile anche per chi viaggia
anche per evitare il contagio da malattie o virus trasmissibili. La malattia è nota
per essere altamente endemica nella sua distribuzione geografica. Pertanto, il rischio
di contrarre l’infezione esiste solo per i residenti e le persone che visitano l’area
interessata e svolgono attività lavorative o ricreative nel fiume. Schistosoma (Weinland,
1858) è un genere di platelminti della classe dei trematodi. Include numerose specie
di parassiti, responsabili di parassitosi umane e animali. Nell’uomo sono l’agente
eziologico della schistosomiasi. L’adulto vive nei vasi sanguigni dei mammiferi,
dove si riproduce sessualmente. Possono essere riconosciuti due sessi distinti che
presentano dimorfismo sessuale, caso singolare tra i platelminti che sono di norma
ermafroditi. Le uova fuoriescono dall’organismo ospite tramite l’urina. Allo stadio
larvale detto miracidio il parassita infetta un ospite intermedio gasteropode acquatico.
Al termine di una fase di riproduzione asessuata le larve effettuano la metamorfosi
ad un secondo stadio larvale detto cercaria ed emergono dall’ospite uccidendolo.
La cercaria vive allo stato libero nell’acqua ed è in grado di penetrare la cute
sana dei mammiferi. Una volta trovato l’ospite definitivo il parassita passa alla
forma adulta e ricomincia il ciclo. La schistosomiasi è una malattia parassitaria.
Poiché i viaggi verso tale destinazione aumentano durante l’estate, evidenzia Giovanni
D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti [2]”, la vigilanza deve essere
mantenuta per i casi importati di Schistosoma nell’UE, anche al fine di aumentare
la consapevolezza tra i medici, gli operatori sanitari e le autorità di sicurezza
del sangue. Una persona può essere infettata dal parassita dopo il contatto con
l’acqua dolce contaminata. L’infezione può rimanere asintomatica per un lungo periodo,
ma può causare danni progressivi al tratto uro-genitale. La malattia non è endemica
nell’UE, la distribuzione geografica attuale copre l’Africa sub-sahariana, il Medio
Oriente e la penisola araba. Tuttavia, casi importati nella UE sono individuati frequentemente
tra migranti e viaggiatori di ritorno da zone endemiche.