Reggio Calabria, sindacalista arrestato nell’inchiesta della Dda: contestata la tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Già candidato a presidente di circoscrizione spaccando il Pd che aveva in Azzarello il candidato ufficiale. Ecco i particolari
Giu 13, 2026 - redazione
Un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha portato all’arresto del sindacalista Maurizio Chiarolla, referente della Confsal-Fismic, accusato insieme ad altre due persone di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta della Procura distrettuale ed eseguito dalla Squadra Mobile.
Secondo gli inquirenti, il sindacalista avrebbe esercitato pressioni su aziende operanti nell’indotto dello stabilimento Hitachi Rail di Reggio Calabria per favorire l’assunzione di lavoratori vicini alla propria organizzazione sindacale. Le contestazioni riguardano presunte condotte intimidatorie che, secondo l’accusa, sarebbero state finalizzate a influenzare le scelte aziendali in materia di personale e relazioni sindacali.
Nell’ambito dell’inchiesta sono stati arrestati anche Salvatore Aricò e Roberto Puglia. Tutti e tre sono accusati di aver tentato di costringere rappresentanti sindacali di altre sigle a non ostacolare l’assunzione di lavoratori sostenuti dalla Confsal-Fismic.
Tra gli episodi contestati figura l’incendio delle automobili di due sindacalisti, avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2025. Secondo la ricostruzione investigativa, il gesto avrebbe avuto una finalità intimidatoria e sarebbe stato commesso con modalità ritenute riconducibili al cosiddetto metodo mafioso. Gli investigatori ritengono che l’obiettivo fosse quello di scoraggiare iniziative sindacali considerate contrarie agli interessi del gruppo indagato.
L’indagine trae origine anche da un precedente episodio risalente al giugno 2024, quando venne incendiata l’autovettura di un manager di una società impegnata nell’indotto industriale. Successivamente, secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, la vittima avrebbe ricevuto lettere contenenti pesanti minacce rivolte anche ai suoi familiari.
Nell’ordinanza cautelare il gip evidenzia la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione dei reati contestati. Per la Procura, le presunte condotte non sarebbero riconducibili a semplici conflitti sindacali, ma a un tentativo di esercitare un controllo sulle assunzioni e sulla gestione dei rapporti di lavoro nelle aziende coinvolte.
La vicenda ha suscitato attenzione anche sul piano politico, poiché Chiarolla era stato candidato alle ultime elezioni amministrative nella circoscrizione Reggio Centro-Sud senza risultare eletto. L’inchiesta, tuttavia, riguarda esclusivamente la sua attività sindacale e non la sua partecipazione alla competizione elettorale. Chiarolla era stato candidato a presidente di circoscrizione nelle ultime elezioni amministrative comunali, la sua candidatura imposta dall’ex sindaco Falcomatà contro il volere del PD che nella stessa circoscrizione ha candidato l’architetto Aldo Azzarello. Una spaccatura così violenta che ancora oggi lascia dubbi e perplessità.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare ogni aspetto della vicenda. Gli indagati avranno ora la possibilità di fornire la propria versione dei fatti nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.




