“Quattro anni di silenzio che parlano in quel dolore che ama”: in ricordo di Flavio Ventura

banner bcc calabria

banner bcc calabria

Pensiero di Germano Ventura in memoria di Flavio Ventura

16 gennaio 2022 – 16 gennaio 2026

Il tempo non guarisce ciò che l’amore ha inciso. Lo accarezza, lo rende più silenzioso forse, ma non lo cancella. Oggi sono quattro anni da quel 16 gennaio 2022, il giorno in cui la vita ha cambiato voce e il mio cuore ha imparato una lingua nuova: quella del dolore che ama.

Flavio, nipote mio, da allora il mondo continua a camminare, ma io so che esistono passi che non si sentono più. La tua assenza non è vuoto: è una presenza diversa, più profonda, che abita ogni cosa semplice. È nel modo in cui la luce del mattino indugia un attimo di più, come se sapesse; è nel silenzio che segue una risata, come se ti stesse aspettando.

Ho imparato che il dolore non è una ferita che sanguina per sempre, ma una cicatrice viva: ci ricorda che abbiamo amato davvero. E l’amore, quando è vero, non muore. Cambia forma. Diventa memoria che consola, pensiero che guida, responsabilità verso ciò che resta. Diventa promessa.

In questi quattro anni ho parlato con te senza parole. Ti ho raccontato le mie giornate, le piccole vittorie, le stanchezze. Ti ho chiesto forza quando il peso era troppo grande e ho scoperto che la forza non arriva come un tuono, ma come una mano che regge il cuore quando vacilla. Forse sei tu, Flavio, che mi insegni ancora a restare umano.

La morte tenta di imporre il silenzio, ma l’amore risponde con la fedeltà. Io ti sono fedele nel ricordo, nel rispetto, nel modo in cui cerco di essere migliore. Perché chi resta ha un compito: trasformare il dolore in cura, l’assenza in attenzione, la nostalgia in bene.

Oggi non chiedo al tempo di portarti via dal pensiero. Chiedo solo di continuare a portarti con me, senza farmi indurire, senza farmi smettere di credere. Perché se è vero che la vita è fragile, è altrettanto vero che l’amore è più forte del limite.

Quattro anni. Eppure, Flavio, il tuo nome è ancora casa.