E’ quanto afferma il consigliere regionale Pasquale Tripodi
“La proposta di sanità presentata dalla Squillacioti è mortificante”
E’ quanto afferma il consigliere regionale Pasquale Tripodi
“E’ una proposta di sanità semplicemente mortificante, quella avanzata dal commissario dell’Asp dottoressa Rosanna Squillacioti”. Lo sostiene il consigliere regionale del Gruppo misto Pasquale Tripodi, secondo il quale “ il piano di riorganizzazione ospedaliera e territoriale, presentato dalla commissaria dell’Asp reggina, contraddice anzitutto le promesse di potenziamento e di rilancio della sanità fatte prima, durante e dopo la campagna elettorale dal presidente della Regione onorevole Giuseppe Scopelliti”. “L’atto illustrato – spiega Tripodi – ha in sé aspetti altamente inquietanti per le prospettive della sanità e per il forte indebolimento del diritto dei cittadini della nostra provincia ad avere prestazioni efficienti ed efficaci. Da una parte, prevale l’idea dello smantellamento dell’esistente e, segnatamente, degli ospedali di Locri, Melito, Oppido, Scilla, Gioia Tauro, Taurianova, che, di fatto, perdono qualsiasi fisionomia di ospedale e, dall’altra, non vi è neppure un’ipotesi di sanità su cui agganciare una modernizzazione del settore e le aspettative dei cittadini di avere finalmente una buona sanità. Mi ha lasciato sconcertato, in particolare, rispetto agli impegni annunciati a destra e manca, l’assenza, nel piano, di qualsiasi alternativa affidabile. Esso non tiene conto, inoltre, né delle realtà storiche dei vari ospedali, né dell’orografia della nostra terra e, peggio ancora, non distribuisce, in maniera omogenea, le varie possibilità di accedere a tutte le branche specialistiche in territori ristretti. Si evince, al contrario – continua il consigliere regionale – che si è dinanzi ad un piano che ha di mira la salvaguardia esclusivamente di alcune specificità, vedi per esempio due reparti di medicina a Locri. In sostanza, a dispetto dei proclami del presidente Scopelliti, si premia l’appartenenza, si pensa alla clientela e si penalizza sistematicamente il merito ed ogni criterio che possa valorizzare il talento”. Conclude Tripodi: “Credo sia urgente capire, rispetto al piano presentato, quale sarà la reazione degli amministratori locali, che immagino avessero ben altre aspettative, e delle forze sociali che in questi mesi si sono pronunciati, più volte ed in modo propositivo, nella speranza di conseguire un modello di sanità che, alla resa dei conti, dalla proposta del commissario è stato completamente disatteso”



