Demetrio Naccari Carlizzi addebita le responsabilità a chi ha amministrato la Regione
“Famiglie calabresi ormai al collasso”
Demetrio Naccari Carlizzi addebita le responsabilità a chi ha amministrato la Regione
Famiglie calabresi ormai al collasso, ma chi ha amministrato la regione calabria
in questi anni non lo ha compreso.
A rivelare lo spettro della povertà, un vero e proprio tsunami per la nostra regione,
il “Borsino delle fomiglie calabresi realizzato annualmente dall’istituto Demoskopika.
Numeri drammatici quelli pubblicati, il 48% della popolazione regionale versa secondo
l’istituto, in condizione di totale o quasi indigenza economica, in un solo anno
le famiglie residenti in Calabria hanno ridotto i loro consumi di oltre 1240 milioni
di euro, quasi 4,5% di Pil in meno rispetto all’anno precedente, ed il tutto senza
che alla Regione Calabria si sia varato uno straccio di provvedimento capace di alleviare
gli effetti che la crisi economica avrebbe comportato per i calabresi.
Di fatto le famiglie calabresi sono state abbandonate a se stesse da questa politica
e sono ormai lontani quei tempi in cui nel 2008 , consapevoli delle dinamiche economiche
che stavano per sprigionarsi sul debole tessuto sociale ed economico della nostra
regione, varammo un piano di lotta alla povertà con interventi per 120 milioni di
euro in tre anni prevedendo tra l’altro il coordinamento di tali risorse con i piani
di intervento previsti dalle politiche sociali.
Non solo la Giunta Regionale ha ritenuto di abbandonare tale piano in favore del
nulla, ma ha pensato bene a massacrare il comparto delle Politiche Sociale sottraendo
dal Fondo sociale regionale le risorse alla compartecipazione alle spese e portando
così allo stremo l’intero Terzo Settore.
Alle dinamiche del collasso economico si aggiungono quelle ugualmente preoccupanti
che la Svimez definisce di “erosione del capitale umano” .
Secondo la Svimez la debolezza di reperire lavoro qualificato, le difficoltà nella
transizione tra scuola e lavoro e le crescenti difficoltà economiche delle famiglie
a sostenere i costi dell’istruzione contribuisce a ridurre il complessivo investimento
in formazione e conoscenza. L’impatto negativo di questa evoluzione è duplice: da
un lato, induce il depauperamento del capitale umano già formato, bloccato tra inattività
e precarietà; dall’altro ritarda i processi di convergenza verso più elevati livelli
di istruzione del Centro-Nord.
Non si è riusciti nemmeno a mettere in sicurezza gli stipendi dei lavoratori LSU-LPU
altro che erosione del capitale umano!
Le sfide che abbiamo di fronte non ammettono ignoranza e superficialità ma richiedono
metodi e strumenti in grado di sostenere quei processi di modernizzazione del Paese
che il Governo Renzi ha ben delineato.
Demetrio Naccari Carlizzi



