Ambiente e territorio, il M5S non abbassa la guardia

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di Giuseppe Campisi

L’incontro tenuto dal locale Meetup su salute e territorio ha preso in esame diverse porzioni di territorio calabrese anche se un particolare riferimento è stato rivolto all’area della Piana e della provincia di Reggio Calabria passando in rassegna acque superficiali (foce del fiume Mesima, acque Diga sul Menta e torrente Ruscello a Canolo) e terreni (seconda area industriale San Ferdinando, località Cisterna San Ferdinando ed un terreno di pascolo sempre a Canolo). I dai raccolti dagli attivisti hanno rivelato una leggera contaminazione da alluminio presso il torrente Ruscello con un valore doppio rispetto ai limiti di legge per le acque potabili, una contaminazione da cobalto nei pressi della seconda zona industriale di San Ferdinando ed una contaminazione da nichel, quasi quattro volte superiore ai limiti di legge, presso l’inceneritore di località Cisterna. Sposando il progetto “AcquaPuntoZero” Laura Ferrara, europarlamentare del M5S, Carmine Ventre, biologo, e Fabio Auddino portavoce del Meetup di Polistena hanno relazionato sul tema informando i cittadini sui risultati ottenuti. Un servizio, quello di campionamento, reso al territorio per un movimento che ha da tempo sposato la causa ambientalista come una tra le prime peculiarità della propria azione politica. Altre iniziative del genere sono state poi previste per il prossimo futuro sempre per monitorare l’ambiente tenendo sotto controllo i parametri ritenuti più allarmanti. Le analisi condotte dal dottor Ventre non hanno mancato di evidenziare qualche criticità racchiusa in un contesto di sostanziale contenimento nei parametri di legge il cui “ritocco” segue l’andamento dei risultati ha chiarito l’esperto. Anche metodologie e tipo di esami condotti dagli enti pubblici, Arpacal in primis, sono stati fortemente stigmatizzati evidenziando come ad oggi la stessa agenzia si sia accreditata a livello ministeriale solo per quattro prove ambientali. Laura Ferrara invece ha posto l’accento sul ruolo e sull’adeguatezza di Arpacal per la tutela ambientale e della salute dei cittadini calabresi messa spesso in secondo piano rispetto agli interessi degli operatori economici. Controlli a sorpresa, separazione dei ruoli di controllore e controllato, monitoraggi costanti, analisi e risultati trasparenti e consultabili dagli utenti specie quando si tratta di beni pubblici e comuni ma anche analisi dei bisogni dei cittadini e degli enti locali sono stati i punti focali del ragionamento dell’europarlamentare cosentina «perché – ha ribadito con forza – l’economia non può venire prima della salute dei calabresi».