Platì, mozione di sfiducia al sindaco ff Sarica, firmata anche da alcuni consiglieri di maggioranza
Apr 02, 2026 - redazione
A Platì si apre una delle pagine politiche e istituzionali più delicate degli ultimi anni.
Dalla stagione del “bilancio storico e condiviso” del 2025 si è passati, nel giro di pochi mesi, a una situazione di caos amministrativo, opacità procedurale e paralisi istituzionale, che oggi trova un punto di svolta netto e inequivocabile.
È stata infatti formalmente protocollata la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco facente funzioni Giovanni Sarica, indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale. Prof. Paolo Ferrara, per inserirlo all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.
Una scelta forte, assunta con senso di responsabilità istituzionale, che rappresenta un atto politico chiaro e non più rinviabile di fronte a una gestione ritenuta ormai inadeguata, improvvisata e non all’altezza del ruolo ricoperto.
Solo un anno fa Platì veniva indicata come esempio virtuoso: un bilancio approvato all’unanimità, frutto di un lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione, con il pieno coinvolgimento di tutte le componenti istituzionali.
Oggi, invece, la realtà è profondamente cambiata: dagli atti fondamentali non messi a disposizione degli amministratori all’impossibilità di esercitare pienamente il mandato elettivo con una mancanza di trasparenza nella gestione del bilancio che hanno determinato la revoca della seduta consiliare per assenza delle condizioni minime di legittimità.
Un quadro che ha portato a una grave frattura istituzionale, culminata nella decisione di avviare formalmente il percorso di sfiducia.
Al centro della crisi vi è una gestione amministrativa giudicata debole, contraddittoria e priva della necessaria autorevolezza istituzionale.
Il Sindaco facente funzioni Sarica, definito da più parti inesperto e non adeguato alla complessità del ruolo, viene ritenuto responsabile di aver condotto l’Ente in una fase di grave incertezza e instabilità, fino al concreto rischio di scioglimento.
A pesare, inoltre, è una gestione che appare sbilanciata nella tutela esclusiva dell’apparato amministrativo, a discapito del ruolo e della dignità degli amministratori eletti.
Un atteggiamento che ha generato un profondo malcontento, soprattutto considerando che, nell’ultimo anno, gli amministratori – senza distinzione di appartenenza politica – hanno garantito supporto, responsabilità e tenuta istituzionale, contribuendo in maniera determinante all’azione amministrativa.
Un impegno che oggi appare non riconosciuto né valorizzato.
Il confronto con il passato: due modelli a distanza anni luce. Infatti, il confronto con la precedente esperienza amministrativa è inevitabile. L’azione del già Sindaco Rosario Sergi, caratterizzata da determinazione, esperienza e capacità di sintesi politica, aveva consentito di costruire un clima di collaborazione istituzionale e risultati concreti.
Oggi, al contrario, si registra una gestione definita anni luce distante da quel modello, segnata da improvvisazione, mancanza di visione e incapacità di governare i processi amministrativi complessi.
Da qui la protocollazione della mozione di sfiducia: un atto di responsabilità che rappresenta un’azione politica forte e legittimo, una presa di posizione chiara da parte degli amministratori e una risposta istituzionale alla paralisi in atto.
Non si tratta di uno scontro politico fine a sé stesso, ma di una scelta dettata dalla necessità di restituire credibilità, trasparenza e stabilità all’Ente.
DICHIARAZIONE DI GIUSEPPE LEONARDO, capogruppo MAP:
«A Platì non siamo davanti a una semplice crisi politica, ma a una vera e propria deriva amministrativa. Nel giro di un anno siamo passati da un bilancio storico e condiviso a un bilancio bloccato, senza atti e senza trasparenza.
Questa situazione è il risultato di una gestione inesperta e inadeguata del Sindaco facente funzioni, che invece di garantire equilibrio e guida, ha generato confusione e paralisi.
Non si può amministrare negando agli amministratori il diritto di accedere agli atti. È una violazione grave delle regole democratiche.
La mozione di sfiducia è un atto necessario. È un segnale chiaro: Platì non può essere ostaggio dell’improvvisazione.
La nostra comunità merita rispetto, competenza e serietà. E oggi più che mai è il momento di ristabilire questi principi».
Platì si trova oggi davanti a un bivio decisivo: continuare lungo una strada segnata da incertezze e conflitti, oppure ristabilire un percorso di legalità, trasparenza e responsabilità amministrativa. La mozione di sfiducia segna l’inizio di questa svolta.
Le istituzioni devono tornare ad essere guida, non ostaggio dell’improvvisazione.




