Cittanova, parere “pro veritate” sul caso incompatibilità del Sindaco. Bovalino, “Anomalo che a trasmettere la richiesta sia stato un Assessore”

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Il gruppo consiliare di minoranza “Spazio Civico Cittanova” ha trasmesso alla Prefettura di Reggio Calabria una formale richiesta di vigilanza sulla deliberazione di Giunta comunale n. 35 del 13 marzo 2026 e sulle modalità con cui è stato acquisito il parere “pro veritate” relativo alla vicenda della presunta incompatibilità del Sindaco.

Il fatto politicamente e istituzionalmente più grave è chiaro: in una vicenda che riguarda un procedimento di competenza del Consiglio comunale, la richiesta del parere risulta essere stata concretamente trasmessa dell’assessore all’Urbanistica prof. Francesco Rao, cioè da un componente della Giunta comunale. Per noi questa è un’anomalia che non può essere banalizzata né archiviata come un dettaglio formale. Quando è in discussione la posizione del Sindaco e il riesame è rimesso al Consiglio comunale, ogni interferenza dell’organo esecutivo rischia di alterare il corretto equilibrio istituzionale.

A rendere ancora più grave la vicenda è il comportamento del Presidente del Consiglio comunale avv. Francesca Caminiti, che dovrebbe essere garante dell’intero Consiglio e delle prerogative di tutti i consiglieri. È stato infatti il Presidente ad assumere autonomamente l’iniziativa di chiedere l’autorizzazione alla Giunta per acquisire il parere, senza che la nota della Prefettura, che riguardava direttamente il Consiglio comunale e i suoi componenti, venisse trasmessa ai consiglieri per opportuna conoscenza. Anche questo è un fatto che riteniamo istituzionalmente non giustificabile.

La nostra iniziativa non nasce da una polemica personale e non è rivolta contro qualcuno per appartenenza politica. Nasce da una questione di metodo, di regole e di rispetto delle istituzioni. Il Consiglio comunale non può essere ridotto a luogo chiamato semplicemente a ratificare decisioni, pareri o indirizzi costruiti altrove. Deve restare la sede libera, trasparente e autonoma in cui si esercitano le prerogative di tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, senza pressioni, forzature o pre-orientamenti esterni.

Nella nota trasmessa alla Prefettura abbiamo evidenziato criticità precise: il ruolo improprio assunto dalla Giunta in una vicenda di natura consiliare; l’iniziativa autonoma del Presidente del Consiglio, assunta senza preventiva informazione ai consiglieri; la mancanza di chiarezza sulle modalità di individuazione del professionista chiamato a rendere il parere; i dubbi sulla piena trasparenza e tracciabilità dell’intera operazione; e il contenuto stesso del parere, che arriva a definire “inutile” la convocazione del nuovo Consiglio comunale richiesta dalla Prefettura. Un’affermazione del genere non è neutra. Al contrario, rischia di depotenziare il senso stesso del riesame richiesto.

Abbiamo chiesto alla Prefettura di vigilare affinché il procedimento si svolga nel pieno rispetto della legge, della correttezza istituzionale e della centralità del Consiglio comunale. Perché la trasparenza amministrativa non è un favore alla minoranza, così come il rispetto delle prerogative consiliari non è una concessione della maggioranza: sono il fondamento minimo di una democrazia locale seria.

Su vicende come questa non difendiamo soltanto il ruolo dell’opposizione. Difendiamo il ruolo di ogni consigliere comunale, qualunque sia il suo colore politico. Difendiamo l’idea che le istituzioni funzionano bene solo quando ciascun organo resta dentro il proprio perimetro e quando il confronto democratico non viene aggirato da scorciatoie politiche o procedurali.

“Abbiamo investito la Prefettura di una questione che riteniamo tutt’altro che marginale,” dichiara il capogruppo consiliare Domenico Bovalino.“Se il riesame sulla posizione del Sindaco è rimesso al Consiglio comunale, allora il Consiglio deve poter operare in piena autonomia, senza condizionamenti e senza invasioni di campo. La trasmissione della richiesta di parere da parte di un Assessore rappresenta, a nostro avviso, un fatto anomalo, ingiustificato e istituzionalmente serio. Ma altrettanto grave è che il Presidente del Consiglio abbia assunto iniziative su una vicenda che riguarda tutto il Consiglio senza nemmeno informare i consiglieri della nota della Prefettura. Noi non stiamo difendendo una bandiera di parte, ma il rispetto delle regole, la dignità del Consiglio comunale e il diritto di ogni consigliere a esercitare il proprio mandato in modo libero e pieno. È anche su questo terreno che si misura la credibilità di un’amministrazione.”