DI CLEMENTE CORVO
_Playoff, gara d’andata: Catanzaro 0 – Monza 2, ma al ritorno tutto è ancora aperto_
Domenica sera al “Nicola Ceravolo” si è giocata la gara d’andata della finale playoff per la Serie A: Catanzaro-Monza 0-2. Un risultato pesante, maturato in una partita intensa e giocata a viso aperto da entrambe le squadre.
Il Monza ha fatto valere la sua esperienza nei momenti decisivi. I brianzoli hanno due risultati su tre a disposizione e avrebbero potuto evitare i playoff: la sconfitta con il Mantova nel finale di stagione ha complicato un cammino che sembrava destinato alla promozione diretta. E per quanto riguarda il Monza si è notato un organico molto lungo: in qualsiasi momento, nell’arco dei 90 minuti, può entrare qualcuno e dare dimostrazione che in panchina non ci sono delle riserve, ma bensì dei titolari all’altezza di chi viene sostituito. Una profondità di rosa che ha fatto la differenza.
Il Catanzaro ha tenuto testa a una società costruita negli anni da Silvio Berlusconi e da una dirigenza di primo livello, creando tantissime occasioni da gol. È mancata solo la finalizzazione, non il gioco né il coraggio.
E il gioco c’è, ed è di qualità. La mano di Alberto Aquilani si vede tutta: squadra corta, propositiva, con schemi moderni e un’identità chiara. Difficile trovare in Serie B una proposta così coraggiosa. L’organico ha margini e prospettive importanti. C’è una gara di ritorno da giocare: difficile, ma non impossibile. E se non sarà quest’anno, la base per il prossimo campionato è già solidissima.
La vera vittoria, però, è stata sugli spalti. Un Ceravolo pieno, passionale, corretto. Un tifo impressionante che a fine gara, nonostante lo 0-2, ha chiamato squadra, mister e dirigenti sotto la curva. Mani a forma di cuore, cori, applausi. Un’armonia rara nel calcio di oggi, fatto troppo spesso di contestazioni. Qui si respira appartenenza.
Al centro di tutto c’è il presidente Flaviano Noto. Imprenditore calabrese, catanzarese, orgoglioso di esserlo. Non solo è molto bello vedere uno stadio intero che incita il proprio presidente: in questo caso il presidente Noto viene chiamato dalla tifoseria per fare i selfie. Non solo è bello, ma è ormai una cosa inusuale nei campi di calcio. Questa grande popolarità, questo orgoglio, questa unità della tifoseria nei confronti del proprio presidente non si vedono più. A Catanzaro succede, perché Noto è uno di loro.
Ciò che si sta vedendo ormai da anni con il presidente Noto a Catanzaro è l’esempio di come imprenditori locali possono e dovrebbero gestire le squadre della propria città. Non occorrono cordate che vengono dall’estero, che troppo spesso distruggono società italiane prestigiose e gloriose. Realtà che poi, alla fine di un campionato, non riescono a vincere neppure l’ultima partita decisiva per qualificarsi in Champions League, generando perdite economiche sostanziali e vanificando la possibilità di capitalizzare risorse per costruire l’annata successiva.
A Catanzaro il modello è l’opposto: serietà, programmazione, identità. Merito anche di una dirigenza di livello. Il direttore sportivo *Ciro Polito* ha costruito un organico di spessore, con scelte mirate e competenza. L’area comunicazione è un altro fiore all’occhiello: il grande lavoro del responsabile delle comunicazioni *Davide Lamanna* e dell’addetto stampa *Antonio Capria* racconta ogni giorno con qualità, attenzione e professionalità ciò che si sta facendo. È una società organizzata, seria, ambiziosa.
Il Catanzaro ha già vinto: ha ritrovato identità, entusiasmo, credibilità. Ha un allenatore che dà calcio, un gruppo che segue, una città che spinge. Il progetto è chiaro e con innesti mirati dal prossimo campionato potrà puntare ancora più in alto.
Grande plauso, quindi, al presidente Flaviano Noto. Per le sue qualità, la sua attenzione, la sua visione. Il suo progetto darà ancora tantissime soddisfazioni ai concittadini. Perché è bello poterlo dire: il presidente del Catanzaro è di Catanzaro, è orgoglioso di esserlo, e i catanzaresi sono orgogliosi di avere un catanzarese alla guida del Catanzaro Calcio.
Ciò che sta facendo il Catanzaro con il presidente Noto è uno stimolo e uno schema da seguire. Non solo per le società calabresi, ma per tutto il calcio nazionale.




