La Corte di Appello di Reggio Calabria, Prima Sezione Penale, in accoglimento dell’istanza presentata dagli avvocati Francesco Nizzari e Luigi Luppino, ha disposto la sostituzione della misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari nei confronti di Fazio Santi cinquantatreenne di Palmi. Il Fazio era stato attinto da misura cautelare nell’ambito della nota operazione denominata “Tre Croci”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. La Corte, nonostante il parere contrario espresso dalla Procura Generale, ha accolto le tesi difensive basate sul significativo affievolimento delle esigenze cautelari. I giudici di secondo grado hanno fondato la decisione su diversi elementi chiave evidenziate dai legali del Fazio: il periodo di limitazione della libertà già sofferto dall’imputato, pari a circa tre anni e sei mesi di custodia in carcere; la valutazione della detenzione già scontata in rapporto alla pena inflitta in primo grado; lo stato di incensuratezza del Fazio; l’avvenuto licenziamento disciplinare, che ha modificato il quadro fattuale e professionale del prevenuto.
In virtù di tali elementi, la Corte ha ritenuto le esigenze cautelari compatibili con la misura degli arresti domiciliari e l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.
L’operazione, condotta dal Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, aveva portato al sequestro di oltre 4 tonnellate di cocaina, un carico dal valore al dettaglio stimato in circa 800 milioni di euro. La droga arrivava in Italia tramite portacontainer dall’America Latina e veniva gestita da un’organizzazione radicata nel porto calabrese. Secondo l’accusa, i portuali infedeli erano responsabili dell’esfiltrazione della droga e del trasporto fuori dall’area portuale per la successiva consegna ai narcotrafficanti.




