Omicidio Maria Chindamo, si entra nella fase decisiva, chiusa l’istruttoria si entra nella fase della requisitoria del pm
Nov 04, 2026 - redazione
Entra nella sua fase decisiva il processo sull’omicidio e sulla scomparsa di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello caduta vittima di un barbaro delitto di ‘ndrangheta la mattina del 6 maggio 2016 a Nicotera. Secondo quanto riporta l’Ansa la Corte d’Assise di Catanzaro ha dichiarato formalmente conclusa l’istruttoria dibattimentale, spianando la strada alla discussione finale che prenderà il via il prossimo 18 novembre con la requisitoria del pubblico ministero Annamaria Frustaci. La decisione dei giudici è arrivata a margine del rigetto di tutte le ultime istanze di integrazione probatoria presentate sia dall’accusa che dalla difesa. Tra i passaggi chiave dell’ordinanza rientra il “no” alla richiesta avanzata dalla Dda di acquisire tre verbali di interrogatorio e di ascoltare in aula il collaboratore di giustizia Pasquale Alessandro Megna. Megna — figlio di Assunto Natale, ritenuto elemento di vertice del clan Mancuso — era già stato sentito nell’ambito del maxi-procedimento “Maestrale-Carthago”. In quell’occasione, il pentito aveva rilasciato dichiarazioni accusatorie chiamando in causa Salvatore Ascone (imputato nel processo in corso con l’accusa di concorso nel delitto) in merito alle fasi della distruzione e dell’occultamento del cadavere della donna. Alla richiesta della Dda si erano fermamente opposti i legali di Ascone, gli avvocati Francesco Sabatino e Salvatore Staiano. La Corte ha accolto le tesi difensive, valutando l’esame del collaboratore come non “assolutamente necessario” ai fini del decidere ed eliminando così la possibilità di un ulteriore prolungamento della fase istruttoria.



