Tre i morti trovati sotto il fango, si cerca ancora un corpo
Oltre 800 sfollati in provincia Messina
Tre i morti trovati sotto il fango, si cerca ancora un corpo
(ANSA) MESSINA – Sono oltre 700 gli sfollati nella zona tirrenica del messinese, a causa delle alluvioni che, nei giorni scorsi, hanno colpito l’area. A comunicarlo la Protezione civile di Messina. Abitanti di Saponara, Villafranca Tirrena, Rometta e Barcellona Pozzo di Gotto, ma anche di altri piccoli paesi, sono stati costretti a lasciare le case. Molte persone hanno dovuto lasciare la propria casa per precauzione, dal momento che le piogge hanno creato situazioni di pericolo, con conseguente rischio di frane. A Saponara, nella frazione di Scarcelli, dove hanno perso la vita tre persone, si continua a scavare per recuperare il corpo dell’operaio Luigi Valla, 55 anni. Il vicesindaco del paese, Giuseppe Merlino, si trova sul posto e segue le operazioni. “Speriamo che quanto prima si possa recuperare il corpo del povero Valla, purtroppo le operazioni di recupero sono complicate dalla grande quantità di fango e detriti”. “Ieri e oggi – prosegue Merlino – sono state evacuate 100 famiglie, per un totale di circa 300 persone: ci sono zone del paese a rischio smottamenti. Alcuni sfollati trovano alloggio da parenti, altri negli alberghi della zona”. Danni ingenti si registrano anche Rometta, Villafranca Tirrena, Barcellona Pozzo di Gotto, Castoreale e Terme Vigliatore, dove sono crollate strade e ponti: diversi negozi sono andati distrutti, il fango ha invaso strade e cantine.
A SAPONARA LA VITA RIPRENDE LENTAMENTE – A Saponara, il paese del Messinese devastato dall’alluvione che ha provocato tre morti, la vita riprende lentamente. Nella piccola borgata di Scarcelli, dove un costone roccioso si è staccato dalla montagna travolgendo alcuni edifici, si registrano i danni maggiori. Le squadre dei vigili del fuoco, della forestale e della Protezione Civile continuano a scavare senza sosta per liberare le strade e recuperare il corpo di Luigi Valla, l’operaio di 55 anni rimasto intrappolato nella morsa del fango insieme al figlio Beppe, di 28 anni e al piccolo Luca Vinci, di dieci anni. Ma le operazioni procedono a rilento per la grande quantità di detriti. L’assessore comunale alla cultura, Giovanni Liotta, indica la palazzina dove abitavano le tre vittime. “La casa di mia madre é in quell’edificio adiacente che fortunatamente non è stato travolto dalla frana. Quella sera è stato terribile: abbiamo sentito un boato e abbiamo visto la montagna venire giù…”.
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