‘Ndrangheta. Tentato omicidio dell’imprenditore Pasquale Inzitari di Rizziconi: assolto Tripodi e condanna a 15 anni per Candiloro
Giu 27, 2026 - Giuseppe Larosa
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Il il Tribunale di Castrovillari, ieri in tarda serata, all’esito della camera di consiglio ha assolto, come da richiesta dei difensori Avv. Sergio Rotundo ed Alice Zelinda Massara, Michelangelo Tripodi dall’accusa di essere uno degli esecutori del tentato omicidio ai danni di Pasquale Inzitari, imprenditore di Rizziconi. La Procura aveva chiesto una condanna ad anni 18 di reclusione.
IL FATTO CON IL TENTATO OMICIDIO
Il gravissimo fatto, terribile, si verificò la sera del 25 luglio 2017 quando dinanzi al Centro Commerciale di Rossano-Corigliano due individui inseguirono l’Inzitari esplodendo all’indirizzo della vittima diversi colpi d’arma da fuoco 9×21. L’evento non si verificò solo grazie alla pronta reazione della vittima che si dileguò a bordo dell’autovettura allo stesso in uso a seguito della quale ne scaturì un rocambolesco inseguimento nel parcheggio antistante il Centro Commerciale.
LA CONDANNA
Per quel fatto, efferato, il Tribunale di Castrovillari ha condannato l’altro imputato insieme a Michelangelo Tripodi, Francesco Candiloro alla pena di anni 15 di reclusione. Alla base del fatto secondo l’impostazione accusatoria, l’aver, l’Inzitari, testimoniato contro i sodalizi delinquenziali del reggino e nello specifico contro l’articolazione territoriale operante in Rizziconi e nota come cosca Crea. Inzitari, noto imprenditore del reggino, era stato già vittima di un gravissimo episodio che aveva visto interessato sia il figlio e sia il cognato Antonino Princi, commerciante con interesse, all’epoca, nel Catanzaro Calcio, e vittima di un agguato mafioso in Gioia Tauro nel 2008 quando venne collocata una bomba sotto l’auto esplosa nel momento stesso in cui Princi avviò il motore. Da qui la particolare attenzione da parte degl’Inquirenti sui fatti connotati da particolare gravità e che hanno registrato, nella serata di ieri, l’assoluzione di Tripodi rispetto a tale episodio sancendone la sua estraneità. Anche in parallelo procedimento, celebrato dinanzi all’Autorità Bresciana, Tripodi è stato assolto dal delitto di detenzione di armi contestato sempre con la finalità di agevolazione nei confronti della cosca Crea.




