‘Ndrangheta, processo al clan di Platì a Roma, chiesti oltre Tre secoli di carcere. I NOMI

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Oltre tre secoli di carcere complessivi: è il conto delle condanne sollecitate dalla Procura antimafia di Roma al processo Anemone, nato dal blitz del luglio 2025. Sul banco degli imputati ci sono 24 persone, tra cui diversi calabresi della provincia di Reggio Calabria. Al centro della ricostruzione accusatoria c’è la famiglia Marando, originaria di Platì, alla quale gli investigatori attribuiscono un ruolo di primo piano in un presunto sistema di gestione del narcotraffico nel quartiere romano di San Basilio. Le richieste più alte, pari a vent’anni di reclusione ciascuna, riguardano Rosario Marando, 58 anni, indicato dagli inquirenti come figura apicale del gruppo, il figlio Francesco, 29 anni, e altri tre imputati: Marco Bettini, Marco Lenti e Arjan Sagajeva. Per Antonio, Luigi e altri componenti della famiglia Marando sono state formulate richieste inferiori. La requisitoria del pubblico ministero ha dunque delineato un quadro accusatorio articolato, che dovrà ora confrontarsi con le valutazioni del tribunale. Le pene richieste non costituiscono condanne e gli imputati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.