Mediterraneo: Occhiuto, “non una frontiera ma una grande opportunità di cooperazione e sviluppo”

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“Il Mediterraneo non deve essere considerato una frontiera, ma una grande opportunità di cooperazione, sviluppo sostenibile e dialogo tra i territori. In questi anni abbiamo lavorato con convinzione per portare al centro del dibattito europeo una visione ambiziosa, fondata sulla cooperazione tra le Regioni, sulla valorizzazione delle nostre identità e sulla capacità di affrontare insieme le grandi sfide del nostro tempo. Dalla proposta della Macroregione del Mediterraneo alla promozione del turismo sostenibile, fino alla tutela delle risorse idriche e al contrasto alla desertificazione, abbiamo posto basi solide che continueranno a produrre frutti anche nei prossimi anni”.

Lo ha detto il presidente della Regione Calabria e presidente uscente della Commissione Intermediterranea (CIM), una delle Commissioni che costituisce la Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime (CRPM), Roberto Occhiuto, intervenendo con un videomessaggio all’Assemblea generale della Commissione, in corso a Bologna, assise che ha eletto nuovo presidente dell’organismo che riunisce le Regioni del Mediterraneo Juan Francisco Pérez Llorca, presidente della Generalitat Valenciana, al quale il governatore ha voluto rivolgere “un augurio sincero di buon lavoro”.

“Sono particolarmente orgoglioso anche del lavoro svolto per rilanciare il movimento giovanile all’interno della Commissione, perché i giovani non rappresentano soltanto il futuro, ma sono già il presente del Mediterraneo. Viviamo una fase complessa, segnata da tensioni e conflitti che attraversano la nostra area, ma proprio per questo il compito delle istituzioni e delle Regioni diventa ancora più importante. Il Mediterraneo è una storia comune, una civiltà condivisa, uno spazio di incontro tra popoli, culture e identità diverse. Ed è attraverso la cultura, il dialogo e la cooperazione che possiamo continuare a costruire pace, comprensione reciproca e sviluppo. Continuerò a sostenere, in ogni sede possibile, a partire dal Comitato europeo delle Regioni, le ragioni e la voce del Mediterraneo, portando con me l’esperienza di questi anni come un patrimonio prezioso, umano e politico”.