Marziale, “Abbassare la soglia di punibilità dei minori è un grave errore culturale e giuridico”
Lug 24, 2026 - redazione
Il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e già Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, esprime forte preoccupazione per il provvedimento del Governo volto ad abbassare la soglia della punibilità dei minori, definendolo: “una scelta culturalmente, prima ancora che giuridicamente, pericolosa”.
“Intervenire prevalentemente sul piano repressivo – afferma Marziale – alimenta una visione distorta dell’infanzia e dell’adolescenza, contribuendo a rafforzare quel processo di adultizzazione dei minori che da tempo rappresenta una delle più serie criticità educative del nostro Paese. Ai ragazzi si finisce per attribuire una maturità da adulti quando si tratta di responsabilità penali, salvo poi riconoscerne la fragilità in tutti gli altri ambiti della crescita”.
Secondo il sociologo, tale orientamento si inserisce in un quadro normativo che presenta elementi di evidente contraddizione culturale. “L’abbassamento della soglia della punibilità finisce per fare il paio con una legislazione che fissa l’età del consenso sessuale a 14 anni e, in specifiche circostanze previste dalla legge, anche a 12 anni. Si tratta di disposizioni differenti sotto il profilo giuridico, ma accomunate da una medesima impostazione culturale, cioè quella di anticipare il riconoscimento di capacità e responsabilità proprie dell’età adulta, alimentando la percezione di un’adolescenza sempre meno bisognosa di tutela e sempre più assimilabile al mondo degli adulti”.
“Le conoscenze scientifiche sullo sviluppo evolutivo dimostrano esattamente il contrario, vale a dire che l’adolescenza è una fase complessa, caratterizzata da una maturazione cognitiva, emotiva e relazionale ancora in corso. Per questo il legislatore dovrebbe rafforzare gli strumenti educativi e di prevenzione, non anticipare quelli sanzionatori”.
Il presidente dell’Osservatorio rivolge, infine, un appello alla Conferenza nazionale dei Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza, di cui ha fatto parte per due mandati, affinché assuma una posizione chiara e inequivocabile contro l’abbassamento della soglia della punibilità: “Mi auguro – conclude – che i colleghi facciano sentire autorevolmente la propria voce su un tema tanto delicato. È urgente affermare con nettezza che la risposta ai fenomeni della devianza minorile non può essere la progressiva adultizzazione dei ragazzi, bensì il rafforzamento delle politiche educative, della prevenzione e della protezione dei minori. Su questi principi non possono esserci divisioni di sorta”.



