Maltrattamenti e violenze choc in Calabria. Scappa a piedi scalzi per sfuggire alla violenza del compagno, è accusato anche di averle dato fuoco
Lug 30, 2026 - Giuseppe Larosa
Ci sono tanti modi crudeli per definire la violenza, ma quello che ancora non smette di cessare, è quella perpetrata ai danni delle donne. Un altro episodio choc accaduta a Vibo Valentia, dove una donna camminava da sola lungo la strada, priva di scarpe e in evidente stato di shock, terrorizzata dall’idea che l’uomo con cui condivideva la vita potesse raggiungerla. Una drammatica fuga a piedi scalzi, registrata la notte dello scorso 12 luglio, a far crollare il muro di silenzio dietro cui si nascondeva un incubo familiare durato ben otto anni e che forse le ha salvato la vita e quindi far parte di quella lunga sequela di donne ammazzate per mano degli uomini. Gli agenti della Squadra Mobile di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo residente a Jonadi, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni della compagna convivente. Si tratta di un inferno iniziato nel 2018, da questa data iniziano le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e condotte attraverso l’ascolto protetto della vittima, le testimonianze di conoscenti e i riscontri dei referti medici, hanno svelato una sequenza sistematica e ininterrotta di prevaricazioni, violenze verbali e fisiche. Un clima di terrore iniziato nel 2018 al Nord Italia, dove la coppia viveva in precedenza, e proseguito senza sosta anche dopo il trasferimento nel Vibonese. Per anni la donna non aveva mai denunciato, imbrigliata nella paura di ritorsioni ancora più gravi. Una serie di fatti gravi è emersa dall’attività investigativa, episodi sconcertanti quando in un’occasione l’uomo l’aveva spinta con tale violenza da farle battere la testa, procurandole una ferita al capo. Ed ancora più scioccante un secondo episodio accertato dai poliziotti: l’uomo le ha cosparso il corpo di benzina per poi darle fuoco, provocandole ustioni di terzo grado al braccio e al piede sinistro. In entrambe le circostanze, accompagnata al Pronto Soccorso per le cure d’urgenza, la donna aveva mentito ai medici raccontando di essersi ferita in casa a causa di banali incidenti domestici, pur di coprire il suo aguzzino. Quella che si può definire la svolta, un “salva-vita” per la donna è arrivata il 12 luglio scorso, quando la vittima ha trovato la forza di scappare di casa senza nemmeno infilarsi le scarpe. La chiamata dei passanti alla Sala Operativa ha fatto scattare l’intervento delle volanti e le successive indagini lampo della Squadra Mobile. La donna è stata trasferita in una struttura protetta lontana dall’abitazione familiare, mentre per l’uomo, sono scattati gli arresti domicialiari emessi dal GIP su richiesta della Procura. La Questura di Vibo Valentia ha colto l’occasione per rinnovare l’invito a tutte le persone vittime di violenza di genere o stalking a rompere il silenzio: denunciare tempestivamente è l’unico modo per attivare subito i protocolli di protezione previsti dalla legge e interrompere la spirale della violenza prima che sia troppo tardi.
La raccomandazione che le forze dell’ordine consigliano è denunciare tempestivamente è l’unico modo per attivare subito i protocolli di protezione previsti dalla legge e interrompere la spirale della violenza prima che sia troppo tardi.



