MA PERCHE’ SOLO I CALABRESI DEVONO SEMPRE PAGARE LE ACCISE SUI CARBURANTI MAGGIORATI?

banner pasticceria taverna

MA PERCHE’ SOLO I CALABRESI DEVONO SEMPRE PAGARE LE ACCISE SUI CARBURANTI MAGGIORATI?
In questi giorni si discute favorevolmente sul decreto del Governo per lo sconto sulle accise a causa dell’aumento dei carburanti dovuto dell’assurda guerra di Trump all’Iran. E’ questa l’occasione per segnalare, la stragrande maggioranza dei calabresi ormai non lo ricorda più, che noi calabresi le accise sui carburanti li paghiamo maggiorate dal lontano dicembre 2009 e lo continueremo a fare, anche dopo la fine della guerra all’Iran, a causa di una delle imposizioni del piano di rientro sanitario cui siamo sottoposti dal lontano dicembre 2009. Questa citazione sulle accise serve solo per ricordare tutte le altre ingiuste e dannose imposizioni cui sono sottoposti i calabresi a causa dell’ingiusto e dannoso piano di rientro anche alla luce dell’ininfluente, ai fini economici e sanitari, della recente chiusura del commissariamento sanitario calabrese di cui Il governatore commissario Occhiuto si è vantato. L’aumento delle accise sui carburati che noi calabresi paghiamo in più degli altri italiani in verità è poca cosa rispetto alle altre gravi e dannose imposizioni del piano di rientro sanitario cui siamo sottoposti noi calabresi. Ebbene oltre all’allora chiusura di 18 ospedali il blocco del turn over dal 2009, la limitazione dei posti letto il pagamento maggiorato dei tickets sanitari che per lunghi anni noi calabresi abbiamo pagato, il piano di rientro sanitario ci ha imposto dal 2009 una maggiorazione delle tasse IRPEF e IRAP per oltre cento milioni l’anno. Ci ha imposto il pagamento di un prestito “lacrime e sangue”. Infatti il Governo ci ha fatto un prestito di 428 milioni per sanare il presunto deficit sanitario che noi calabresi stiamo restituendo a 30,7 milioni l’anno fino al 2040 (si 2040) per un totale di 922 milioni di euro. Dei 30,7 milioni che paghiamo ogni anno solo 9 sono di capitale e oltre 21 sono di interesse ad un tasso del 5,89% che è molto vicino a quello usurario per questi tipi di prestiti che è del 6,03%. Per questi tipi di prestito il tasso di interesse normalmente è dell’uno per cento, in pratica lo Stato fa quasi l’usuraio con i calabresi. In più per la programmazione della nostra sanità mancano le centinaia di milioni per le cure fuori regione dei calabresi, soldi che neanche arrivano in Calabria perché vanno direttamente dati alle regioni dove noi andiamo a curarci. Ma perché siamo entrati nell’ingiusto e dannoso piano di rientro sanitario?. Siamo entrati perché avremmo fatto uno sforamento della spesa sanitaria per un ammontare di circa un miliardo e mezzo.Il piano di rientro sanitario calabrese è ingiusto perché il presunto sforamento è stato causato dall’endemico sottofinanziamento della sanità calabrese fatto dalla Conferenza Stato-Regioni. Ma perché la Conferenza Stato Regioni ha da sempre sottofinanziato il sistema sanitario calabrese?. Semplicemente perché non ha applicato un semplice comma di una legge dello Stato: comma 34 dell’art.1 della legge 662 del 1996.Il comma 34 stabilisce 5 criteri per decidere il riparto pro capite dei fondi sanitari che sono: 1)popolazione residente,2)frequenza dei consumi sanitari per età e per sesso, 3)tassi di mortalità della popolazione, 4)indicatori relativi a particolari situazioni territoriali ritenuti utili al fine di definire i bisogni sanitari delle regioni e 5)indicatori epidemiologici territoriali.. Ebbene da sempre è stato applicato solo il primo dei 5 criteri che ha costretto al sottofinanziamento la sanità calabrese, tutti gli altri (mai applicati) ci avrebbero favorito. La Calabria avrebbe dovuto avere molti più finanziamenti delle altre regioni perché ha molti più malati cronici delle altre regioni. Siamo entrati in piano di rientro perché dove c’erano e ci sono molti più malati cronici sono arrivati meno finanziamenti che non sono bastati per curare i troppi malati ed è anche questo il motivo per cui 15 anni di pluricommissariamento non sono serviti a “risanare” il deficit e a farci uscire dal piano di rientro. Che in Calabria c’erano e ci sono molti più malati cronici e che avremmo per questo dovuto avere più finanziamenti, oltre a tutti gli istituti di statistica sanitaria, lo ha certificato anche il CDA n.103 del lontano 30 settembre 2015 (vidimato dai Ministeri prima dell’Economia e poi della Salute della serie tutti sanno) firmato dall’allora commissario al piano di rientro Scura che alla pag. 33 dell’allegato n.1 scrive “si denota una presenza di almeno il 10% di malati cronici in più che non nel resto d’Italia”. Visto che il DCA n. 103 è fornito di dettagliate tabelle ho potuto quantificare (allora nel 2015 oggi sono molti di più) in 287.000 i malati cronici in più nei due milioni di calabresi rispetto ad altri due milioni di italiani.Per questi malati cronici in più in Calabria dovrebbero quindi arrivare molti più fondi e non meno per come è sempre avvenuto . Sappiamo quanto costa curare una patologia cronica ogni anno sappiamo quante sono le patologie per ogni ragione sarebbe logico e corretto finanziare le sanità regionali in base ai reali bisogni dei malati nelle varie regioni. Per questi malati cronici in più in Calabria sarebbero dovuti arrivare, con una stima al forte ribasso, almeno 150 milioni di euro in più ogni anno. Se si sommano quindi i 100 milioni di euro avuti in meno da sempre per l’applicazione del criterio di riparto demografico, i 150 della mancata applicazione del criterio epidemiologico, i 100 della sovrattassa IRPEF e IRAP, i 30 milioni del prestito “lacrime e sangue” e i circa 200 in media ogni anno per le cure fuori regione si può capire perché la sanità regionale è ridotta all’emergenza. Se a tutto ciò si aggiungono i milioni per gli stipendi negli anni degli 11 commissari: uno regionale, 5 uno per ogni ASP e uno per ogni ospedale regionale vediamo che al danno si è aggiunta anche la beffa. Un’altra beffa è che nello stesso periodo in cui noi calabresi siamo dovuti entrare in paino di rientro per lo stesso ammanco di un miliardo e mezzo dovuto allo scandalo del San Raffaele di Milano lì il governo ha subito autorizzato quattro banche pubbliche (quindi anche con i soldi dei calabresi) a risanare il deficit . Cosa fare allora? Il governatore Occhiuto dovrebbe andare (sembra che mandi sempre un delegato) di persona alla prossima seduta della Conferenza Stato Regioni e pretendere a) l’applicazione completa della legge 662 per fare arrivare i giusti finanziamenti per i malati calabrese fatto indispensabile per poter chiedere contemporaneamente la chiusura del piano di rientro , b) la chiusura dell’usuraio prestito “lacrime e sangue”, c) la chiusura di tutti i costosi commissariamenti e d) la proroga del PNNR (firmato da Occhiuto stesso) per la completa sua applicazione quanto riguarda i 20 ospedali di comunità di cui sembra solo due verranno completati, almeno a “risarcimento” dei 18 ospedali chiusi nel 2011 a causa dell’apertura del piano di rientro. La Campania che si trovava nelle nostre stesse condizioni ha avuto la chiusura del piano di rientro nientemeno che dalla Corte dei Conti cui si è rivolta il governatore De Luca. Sig. Governatore Occhiuto se vuole bene ai malati calabresi non deve perdere altro tempo altrimenti come Lei sa già i calabresi da quando è cominciato il piano di rientro continueranno ad avere (unica regione italiana) una aspettativa di vita alla nascita non in aumento ma in discesa. In pratica da quando è iniziato il piano di rientro in Calabria si muore prima. Se Lei governatore Occhiuto fa queste cose magari le accise sui carburanti maggiorate le possiamo pure continuare a pagare.
Catanzaro 24/05/2026
Dott. Nanci Giacinto medico di Famiglia in pensione ed ex ricercatore Health Search L
PD