Lucano, “interrogazione parlamentare per chiedere verità e una piena ricostruzione delle responsabilità istituzionali”

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Il naufragio del 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, costato la vita ad almeno 94 persone, tra cui molti bambini, resta una ferita aperta nella coscienza del Paese e dell’Europa.

Il giorno dopo quella tragedia mi sono recato a Cutro. Davanti a quel mare non ho visto l’azzurro delle cartoline. Ho visto un blu oltremare, denso, quasi violaceo, profondo e pesante come un sudario. Un mare che non sembrava cullare la vita, ma gridare al cielo la morte di donne, uomini e bambini. Una morte che non può essere attribuita soltanto alla violenza del mare, ma che impone di interrogarsi sulle decisioni, sui ritardi e sulle omissioni che hanno segnato il confine tra la vita e la morte.

«Io so. Ma non ho le prove.» Con queste parole, scritte da Pier Paolo Pasolini nel riflettere sul volto di un potere inafferrabile emerso anche dopo la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, costata la vita a 17 persone e che provocò 88 feriti, veniva denunciato un sistema di responsabilità che sfuggiva alla verità giudiziaria ma non alla coscienza civile.

Io so che 94 persone sono morte a pochi metri dalla riva, che il Mar Ionio ha restituito i corpi di bambini che potevano essere salvati, che quella notte esistono domande che attendono ancora risposte e responsabilità che devono essere pienamente accertate.

Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere verità e una piena ricostruzione delle responsabilità istituzionali e operative, anche alla luce del rispetto degli obblighi europei in materia di ricerca e soccorso in mare.

Su Cutro non può esserci archiviazione senza verità. È necessario chiarire omissioni, ritardi, scelte e responsabilità. Il richiamo a Pasolini non è quello di un colpevole individuale, ma di responsabilità diffuse, di un sistema di opacità e di disumanità che non può trovare giustificazione quando sono in gioco vite umane.

Quelle persone avevano attraversato il mondo per mettersi in salvo. Per questo, per quelle vite spezzate e per le loro famiglie, continuerò a chiedere verità, giustizia e responsabilità.