L’Inchiesta. Corruzione in carcere. Agente penitenziaria del carcere di Cosenza arrestato per corruzione, otto misure cautelari. Nomi e Dettagli

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Un agente della Polizia penitenziaria in servizio nella Casa circondariale di Cosenza è stato arrestato e posto ai domiciliari, insieme a 5 familiari di alcuni detenuti, con l’accusa di corruzione.

L’inchiesta della Procura cosentina ruota attorno a presunti favori che sarebbero stati concessi a detenuti e familiari da parte dell’agente, Massimiliano Follo, che avrebbe consentito comunicazioni vietate e anche l’introduzione di oggetti.
    I provvedimenti restrittivi sono stati notificati a conclusione delle indagini condotte dal Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria – Nucleo Regionale della Calabria di Catanzaro, con il supporto del Reparto di Polizia penitenziaria e con l’ausilio anche del Nucleo investigativo regionale della Campania di Napoli.

Oltre all’agente, sono stati posti ai domiciliari Emanuela Pezzi, Daniela Mira Rostas, Idolo Iuele, Rosario Paolo Furno e Chiara Debora Maria Falcone. Il gip ha emesso anche un obbligo di dimora nel comune di residenza e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
    Secondo l’accusa, l’agente dietro la promessa o la consegna di corrispettivi, avrebbe consentito ad alcuni detenuti di effettuare videochiamate in numero superiore al consentito, avrebbe introdotto sostanza stupefacente in carcere e avrebbe taciuto sulla presenza di cellulari e sim.
    Durante le indagini, la Polizia penitenziaria ha effettuato alcuni sequestri di droga e cellulari. (Ansa)