L’Editoriale del Direttore. Taurianova davanti allo specchio della politica. Tra passato ingombrante e voglia di rinnovamento
Mag 23, 2026 - Luigi Longo
Le elezioni amministrative di Taurianova non rappresentano soltanto una sfida tra candidati. Sono soprattutto un confronto tra memorie, responsabilità e aspettative. Una resa dei conti politica e culturale con il passato recente della città.
Da una parte c’è il ritorno di Domenico Romeo, nome storico della politica taurianovese, uomo che continua a mantenere un forte radicamento elettorale nonostante le vicende che negli anni hanno segnato la sua esperienza amministrativa. Le assoluzioni sul piano penale non cancellano infatti il peso politico degli scioglimenti per infiltrazioni mafiose che hanno colpito il Comune. È una ferita ancora aperta, che continua a dividere la città tra chi considera quella stagione definitivamente archiviata e chi, invece, ritiene impossibile separare il presente da quella pagina della storia amministrativa locale.
Romeo punta sulla forza del consenso personale, sulla capacità di mobilitare una parte importante dell’elettorato e sulla percezione di esperienza amministrativa maturata nel tempo. Ma la sua candidatura resta inevitabilmente legata a una domanda che Taurianova continua a porsi: è possibile voltare pagina senza fare davvero i conti con il passato?
Nel mezzo si inserisce Biasi, interprete di una linea politica che richiama la continuità amministrativa. Una candidatura che cerca di parlare all’elettorato moderato e a chi privilegia stabilità ed esperienza. Anche in questo caso, però, il consenso si intreccia con giudizi contrastanti su una stagione politica che per alcuni ha garantito equilibrio amministrativo e per altri non ha saputo produrre un vero salto di qualità per la città.
Sul fronte opposto emerge invece Raffaele Loprete, il candidato più giovane, volto di una proposta che prova a rompere gli schemi tradizionali della politica locale. La scelta di costruire una squadra composta in gran parte da giovani rappresenta un segnale preciso: tentare di sostituire le logiche personali e le appartenenze storiche con una nuova classe dirigente.
Ma Loprete si trova a fare i conti con il principale limite del centrosinistra taurianovese: le divisioni interne. La stagione politica di Fabio Scionti, che avrebbe potuto rappresentare un momento di rinnovamento autentico, si è consumata tra conflitti, errori strategici e incapacità di mantenere un rapporto solido con la città. Oggi quelle fratture riemergono tutte dentro la campagna elettorale.
Non è un caso che una parte della sinistra guardi a questa competizione con disillusione, fino al punto di ipotizzare scenari paradossali pur di regolare conti politici interni. È il segno di una frammentazione che rischia di indebolire ulteriormente un’area politica già provata da anni difficili.
Taurianova arriva così al voto sospesa tra passato e futuro. Da un lato figure politiche che continuano a esercitare un forte peso elettorale grazie alla loro storia e alle reti costruite nel tempo. Dall’altro il tentativo, ancora fragile, di costruire un’alternativa generazionale e politica.
Il punto vero, però, è che la città sembra ancora prigioniera di sé stessa. Più che un confronto sui programmi, questa campagna elettorale appare dominata dalle biografie politiche dei candidati, dalle appartenenze, dalle rivalità sedimentate negli anni e dalle ferite mai completamente rimarginate.
Ed è forse proprio qui la sfida più importante: capire se Taurianova riuscirà finalmente a scegliere una prospettiva di futuro oppure continuerà a restare intrappolata nell’eterno ritorno delle sue stagioni politiche.




