Flavio Stasi commenta le campagne informative sulla raccolta differenziata messe in atto a Rossano
Le scatole magiche e la campagna più disinformativa degli ultimi 10 anni
Flavio Stasi commenta le campagne informative sulla raccolta differenziata messe in atto a Rossano
Riceviamo e pubblichiamo:
Se qualcuno crede che tutte le fantasticherie scritte in questi giorni sulla futura raccolta differenziata siano
gratis, si sbaglia di grosso. Tutte le campagne informative, e per altro sistematicamente inutili, che siamo
stati costretti a ingoiare in tutti questi anni sono state tutte pagate coi soldi pubblici, attraverso voci
obbligatorie dei contratti o finanziamenti ad hoc, magari intercettati da associazioni civetta delle aziende.
Ma il bello di queste campagne informative è che si basano essenzialmente sulla enfatizzazione ossessiva
del nulla, una costruzione mediatica ai limiti della truffa, e quella di questi giorni ne è un fulgido esempio.
Purtroppo, se non interverranno fattori esterni in grado di rettificare il capitolato d’appalto per l’igiene
urbana, a Rossano nei prossimi cinque anni non partirà la raccolta porta a porta per un semplice motivo:
l’azienda vincitrice non è stata obbligata a farla dall’Amministrazione, quindi non partirà realmente la
differenziata e continueremo ad essere, insieme a quasi tutta la Calabria, lo zimbello del continente.
Possiamo sperare di far bella figura ai mondiali, ma questa partita, grazie ad una classe politica
indifferenziabile, l’abbiamo già persa.
Lo voglio dire senza equivoci: non credo sia tutta colpa di Antoniotti. Chi, al posto del Sindaco, non
smanierebbe per mettere almeno una piccola freccia nella faretra di un amministrazione comunale che
resterà nella storia per aver permesso la demolizione dell’ospedale, il taglio di tutte le linee ferroviarie, la
chiusura del tribunale eccetera eccetera? Il punto è che, per farlo, si sta aggrappando, spero almeno
consapevolmente, ad una frottola titanica. Il sistema di raccolta, sperimentazioni pubblicitarie a parte,
resterà esattamente quello attuale, cioè con i cassonetti per la differenziata affiancati ai cassonetti per
l’indifferenziato, il metodo cioè che nel 100% degli altri luoghi del mondo in ogni periodo della storia
recente non ha dato nessun risultato.
I cassonetti verdi dell’indifferenziato, attualmente circa 800, sono come delle scatole magiche sparse per le
vie della nostra città, laddove entrano buste cariche di rifiuti che apparentemente spariscono ed invece si
trasformano in milioni di euro che partono dalle tasche dei contribuenti e, attraverso le istituzioni, finiscono
diritti nelle tasche delle aziende proprietarie delle discariche le quali, spesso, sono le stesse aziende che si
occupano della raccolta: questo è il gioco a perdere a cui la Calabria gioca da 20 anni, Rossano in testa visto
che è sede di due discariche, di impianti regionali ed ha rischiato di essere luogo di stoccaggio per 750
tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati provenienti da tutta la provincia.
Non solo: quei cassonetti verdi affiancati a quelli della differenziata sono l’alternativa ad almeno 500 posti di
lavoro reali e sicuri. Il rapporto tra posti di lavoro per il porta a porta e posti di lavoro per la raccolta
tradizionale, infatti, come dichiara autorevolmente il C.O.N.A.I., è di 15 a 1, cioè per ogni posto di lavoro
attuale ce ne sarebbero 15. Avete idea di cosa significherebbe per un territorio in difficoltà moltiplicare in
questo modo i posti di lavoro?
Quello dei rifiuti oggi in Calabria è inequivocabilmente un grande problema, dietro il quale però,
evidentemente, si nasconde una grande opportunità: serve il coraggio di coglierla. L’impressione, al
contrario, è che ci sia tutta l’intenzione di ignorarla, tentando di nascondere problema e opportunità dietro
una montagna di propaganda.
Flavio Stasi


