Lavia (Cisl), “Tragedia di Cutro: a tre anni dal naufragio, la memoria si fa impegno per un’accoglienza dignitosa e legale”

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A tre anni di distanza da quel tragico 26 febbraio,
quando l’imbarcazione Summer Love si schiantò contro una secca a pochi metri dalla
spiaggia di Steccato di Cutro, il ricordo delle 94 vittime e dei 33 bambini che persero la vita
rimane una ferita aperta nel cuore della Calabria e dell’intero Paese. Quelle esistenze
spezzate mentre inseguivano il sogno di un futuro migliore sono oggi un monito severo: la
gestione delle migrazioni non può più essere affidata all’emergenza o a visioni ideologiche e
pregiudiziali, ma deve poggiare su politiche “umane” e ragionate.
Prima le persone, sempre. Mentre il percorso della giustizia prosegue per fare piena luce
sulle responsabilità di quella notte, emerge con forza la necessità di un cambio di paradigma
che metta sempre le persone al primo posto. Accogliere, per noi, significa ospitare nel senso
più profondo del termine: garantire una casa e condizioni di vita dignitose, evitando che il
collasso delle strutture o la piaga del caporalato stringano il collo di chi è nato “dall’altra
parte del Mondo”. Sappiamo che accogliere tutti è impossibile e rischierebbe di tradursi in un
abbandono collettivo; proprio per questo, la gestione dei flussi deve passare per una
cooperazione internazionale solida e per accordi con i paesi d’origine che permettano di
formare i lavoratori prima della partenza, rispondendo così anche alle esigenze della nostra
economia. Purtroppo, però, l’emergenza prosegue e si manifesta con situazioni più attuali che
mai, le quali hanno trovato, proprio nel corso dell’emergenza meteo dei giorni scorsi,
concretizzazione con il rinvenimento di cadaveri lungo le coste del Tirreno cosentino.
Diviene, così, più urgente che mai, trovare una soluzione, verso la tutela dei migranti e una
sicurezza comune, affinché situazioni del genere possano non verificarsi più, condividiamo
l’accorato appello dei Vescovo Calabresi per l’apertura di corridoi umanitari.
In questo contesto, la Calabria può e deve compiere scelte coraggiose per rigenerare aree
colpite da uno spopolamento galoppante, trasformando i flussi controllati in una risorsa
contro l’inverno demografico. La chiave di volta risiede nel favorire i ricongiungimenti
familiari, che rappresentano il canale d’ingresso più sicuro e regolare, sottraendo vite umane
CALABRIA
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al racket dei trafficanti. È questa l’Europa dei popoli che invochiamo, quella fedele allo
spirito di Ventotene, capace di mostrare il suo volto migliore di fronte alle sfide umanitarie.
Questa visione trova piena sponda nella posizione ufficiale della CISL Confederazione, che
da tempo sollecita il Governo e l’Unione Europea a superare la logica dei soli “decreti
sicurezza”. Perché, come ha dichiarato la nostra Segretaria Generale, Daniela Fumarola,
“Includere chi arriva in Italia da altri Paesi, prevedendo flussi migratori sostenibili e
procedendo alla riforma della legge sulla cittadinanza, con lo Ius scholae che va introdotto e
che consideriamo un ‘atto di civiltà’ e una politica lungimirante per l’integrazione delle
seconde generazioni”. L’integrazione, infatti, passare per il potenziamento del Sistema di
Accoglienza e Integrazione (SAI) e per la tutela della protezione speciale, strumenti
indispensabili per evitare che i migranti finiscano nelle maglie dell’irregolarità. La vera
risposta alla tragedia di Cutro non dev’essere la chiusura, ma una sussidiarietà che unisca
legalità, formazione e dignità del lavoro, ricalcando quell’immensa gara di solidarietà che i
cittadini calabresi seppero dimostrare nei giorni del naufragio.