La solita manina in parlamento: ddl stupri, togliere il consenso non è una svista. È una scelta
Gen 23, 2026 - redazione
di Rossana Battaglia
Coordinatrice regionale per le pari opportunità e violenza sulle donne Movimento difesa del Cittadino
Questa volta la manina ha nome e cognome, ed è anche una donna, la leghista Giulia Bongiorno, ha tolto il consenso dal ddl stupri. Non è una svista. È una scelta. (Difensore di Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del senato Ignazio, accusato di violenza sessuale, NDR)
Da avvocata, faccio fatica a chiamarla una riforma.
Da donna, faccio fatica a non chiamarla un arretramento.
Da cittadina, faccio fatica ad accettarla.
Nel nuovo disegno di legge in materia di violenza sessuale, il riferimento esplicito al consenso è stato eliminato.
Non limato, non chiarito, non migliorato: tolto.
Come se fosse un dettaglio.
Come se fosse una parola di troppo.
Come se il cuore della questione fosse altrove.
Ma non è così.
Il consenso è la questione.
Toglierlo significa tornare a spostare l’attenzione dalla volontà della persona offesa al comportamento “oggettivo” dell’autore.
Significa, ancora una volta, chiedersi:
•quanto ha resistito,
•se ha detto “no” abbastanza forte,
•se si è divincolata,
•se poteva scappare,
•se era lucida,
•se aveva bevuto,
•se aveva capito.
Significa continuare a processare le vittime prima ancora dei fatti.
Il consenso non è uno slogan ideologico.
È una categoria giuridica chiara, già presente in molti ordinamenti europei.
Il principio è semplice: se non c’è un sì libero, informato e revocabile, c’è violenza.
Non servono aggettivi.
Non servono slogan.
Serve solo il coraggio di dirlo.
Toglierlo dal testo di legge non è una neutralità tecnica.
È una scelta culturale.
È il segnale che, ancora oggi, nel 2026, si preferisce la zona grigia alla chiarezza.
Che si teme più un presunto “eccesso di tutela” che l’assenza di tutela.
Che si ha ancora paura di credere alla parola di chi denuncia.
E allora lo dico da avvocata, con tutta la responsabilità che questo ruolo comporta:
una legge che non mette al centro il consenso non protegge davvero.
Amministra.
Equilibra.
Media.Ma non prende posizione.
E su una cosa come lo stupro, non prendere posizione è già una posizione.



