La Salute non è una tifoseria. La libertà di informare non è un reato e la dignità dei cittadini non si processa
Ago 08, 2026 - redazione
Grazie. Mille volte grazie.
A nome del Direttivo e di tutti i soci del Comitato a Tutela della Salute, a nome del Direttore di Approdo News e, soprattutto, a nome di tutti quei cittadini che ieri, alle ore 19.00, con una temperatura prossima ai 40 °C e un’afa quasi insopportabile, hanno scelto di ESSERE PRESENTI nella sede del Comitato.
Nonostante i condizionatori industriali, il caldo era quello che definiremmo, in termini quasi clinici, un autentico stress termico.
Ma nessuno era lì per una semplice riunione.
Eravamo lì per qualcosa di infinitamente più importante.
Eravamo lì perché un direttore di giornale potrebbe subire un processo penale per aver raccontato quello che realmente succede al Polistena.
E questo dovrebbe interessare tutti.
Non soltanto Luigi Longo.
Non soltanto Approdo News.
Non soltanto il nostro Comitato.
TUTTI
Perché oggi è un giornalista.
Domani potrebbe essere un altro giornalista.
Dopodomani potrebbe essere un’associazione, un comitato, un professionista, un cittadino.
E allora la questione non riguarda più soltanto una persona. RIGUARDA UN POTERE,RIGUARDA DINAMICHE CHE SECONDO QUALCUNO, IL GIORNALISTA NON DOVEVA TOCCARE.
Riguarda la libertà di informazione.
Riguarda il diritto di raccontare ciò che accade nei servizi sanitari pubblici.
Riguarda il diritto dei cittadini di conoscere le condizioni nelle quali vengono erogati i servizi sanitari, soprattutto quando sono in gioco assistenza, appropriatezza delle cure, sicurezza dei pazienti e diritto alla salute.
Nel caso specifico, si è parlato dell’Ospedale di Polistena e, in particolare, DELL’ORTOPEDIA.
Sono stati raccontati problemi, preoccupazioni, disagi, percezioni e timori manifestati dalla popolazione della Piana di Gioia Tauro.
Questo dovrebbe essere il normale esercizio del diritto di cronaca e della partecipazione civica.
E invece, evidentemente, qualcuno ha ritenuto necessario trasformare tutto questo in un caso. SIAMO FINITI IN SICILIA !!!!
Qualcuno HA VOLUTO SPOSTARE LA COMPETENZA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MESSINA.
Curioso!!!!
Perché quando un cittadino segnala una criticità sanitaria, quando un comitato la raccoglie e quando un giornalista la racconta, forse il problema non è la notizia.
Forse il problema È CHE LA NOTIZIA ESISTE.
CI CHIEDIAMO PERCHÉ MESSINA ? PERCHÉ FUORI DALLA COMPETENZA, DOVE EVENTUALMENTE I FATTI SONO ACCADUTI ? Cosa c’è a Messina di diverso dalla procura di Reggio Calabria di Palmi ??
Noi non siamo qui per sostituirci alla magistratura.
Non siamo qui per formulare accuse.
Non siamo qui per mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza della giustizia, che rispettiamo pienamente.
Ma una domanda, come cittadini, possiamo porcela.
Anzi, forse dovremmo.
Cari cittadini, non vi pare quantomeno singolare?
Una vicenda nata attorno a questioni che riguardano la sanità della nostra terra, i cittadini della nostra Piana e l’Ospedale di Polistena viene affrontata da una Procura collocata fuori dalla Calabria.
È un dato.
E davanti a un dato, un cittadino ha il diritto di porsi delle domande.
Non stiamo dando risposte che non ci competono. Stiamo ponendo domande che riteniamo legittime.
E le domande, in una democrazia, non dovrebbero mai fare paura.
PERCHÉ LUIGI LONGO È ANDATO A PROCESSO?
Per una vicenda che riguarda, tra le altre cose, il racconto di una questione sanitaria che il nostro Comitato affronta da circa un anno: la situazione dell’Ortopedia dell’Ospedale di Polistena.
Da un anno si parla di criticità, prospettive, carenze, organizzazione e possibilità di chiusura o ridimensionamento.
Da un anno i cittadini manifestano preoccupazioni.
Da un anno il Comitato raccoglie queste preoccupazioni e le porta all’attenzione pubblica.
Un’altra cosa che il Comitato unanimemente ha deciso ieri :e’ quella di non rispondere più a provocazioni di chi non ha l’interesse per l’ospedale, ma vuole creare disorientamento per altri scopi che non sono certamente la tutela della salute pubblica e del nostro ospedale.
Come Comitato abbiamo deciso di non sprecare più nemmeno un secondo dietro a dichiarazioni,ricostruzioni fantasiose e alle polemiche che vengono pronunciate al di fuori di ciò che il Comitato realmente fa e documenta. il resto è fuffa.
Non siamo interessati alla tifoseria.
Non ci interessa stabilire chi debba indossare la maglia di una squadra e chi quella dell’altra.
È un compito che non ci appartiene, lo abbiamo dimostrato negli anni e continueremo a farlo, notorietà a chi non ama l’ospedale non gliene daremo più.
Anche perché, se proprio si vuole fare il tifo, sarebbe auspicabile almeno conoscere la partita e ricordarsi quando è iniziata.
Noi sappiamo da quanto tempo parliamo di ORTOPEDIA.
Sappiamo quante volte abbiamo affrontato il tema.
Sappiamo quante volte i cittadini ci hanno rappresentato le proprie preoccupazioni.
un cittadino quando entra in una struttura sanitaria DEVE avere una certezza:
essere curato nel modo migliore possibile.
È un essere umano che spesso arriva in ospedale perché ha dolore, paura, ansia, fragilità.
E in quel momento si affida completamente a chi ha davanti.
Ed è lì che il cittadino vuole vedere un professionista.
E se qualcuno pensa che questa sia una pretesa eccessiva, forse dovrebbe rileggere il significato stesso della parola sanità.
NOI ABBIAMO ECCELLENTI PROFESSIONISTI
Un ringraziamento particolare alla dottoressa FRANCESCA LIOTTA , dirigente del reparto di Rianimazione e Anestesia e Direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza.
La sua testimonianza è stata chiara, tecnica e soprattutto concreta.
Ha raccontato ciò che accade realmente all’interno dell’ospedale in termini di programmazione e organizzazione.
Ha parlato di assistenza, organizzazione, difficoltà e carenza di personale,ma nonostante tutto l’ospedale c’è e continua a dare servizi di qualità, esistono professionisti che continuano a esserci.
Nel suo intervento, una frase ci ha commosso ho preso pochi giorni di ferie per vedere i miei nipoti che non vedevo da oltre un anno!!!❤️
Avete sentito bene, 10 giorni un primario e e direttore di dipartimento! Grazie per il suo esempio!
Il 15 agosto sarà lì, a lavorare come il suo solito,Oltre dodici ore di lavoro.
E con lei ci saranno quei colleghi che spesso vengono dimenticati quando si parla di sanità, ma che rappresentano quotidianamente il vero argine alle difficoltà organizzative.
Ha spiegato:Professionisti che intervengono quando altri reparti hanno bisogno.
Che garantiscono supporto.
Che non si tirano indietro.
Che continuano a lavorare anche quando le risorse non sono quelle che servirebbero.
A LORO DICIAMO GRAZIE.SIETE IL MOTORE DELL’ OSPEDALE.
E ADESSO?????? ADESSO LUIGI, VAI AVANTI.
Noi non staremo davanti a te.
Non staremo dietro di te.
Staremo accanto a te.
Perché stare accanto a te significa stare accanto ai nostri figli,ai nostri fratelli,a tutti i cittadini che vogliono una sanità pubblica che funzioni.
Significa stare accanto a una comunità che da oltre 17 anni vive dentro un Piano di Rientro che, da misura temporanea, sembra essersi trasformato in una condizione permanente.
NOI ABBIAMO SCELTO DA CHE PARTE STARE.
E continueremo a farlo con documenti, fatti, testimonianze, dati e con la voce di chi ogni giorno ci racconta la propria esperienza.
La Comunità chiede servizi
la salute non è una concessione.
L’informazione non è un favore.
Il diritto di critica non è una colpa.
E una comunità che difende i propri diritti non è un problema da zittire.
È una comunità da ascoltare.
SEMPRE!
Comitato Spontaneo a Tutela della Salute



