La replica. L’assessore Straface replica a Stasi: “A Corigliano-Rossano oltre 9,6 milioni destinati alle fasce fragili bloccati dall’inerzia dell’amministrazione comunale”

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“Davanti all’inerzia amministrativa che calpesta i diritti dei più deboli, il tempo della retorica è finito. Non è una prova di forza, ma un necessario atto di tutela verso una comunità che rischiava di perdere servizi vitali”. È l’affondo dell’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, che replica con fermezza alle dichiarazioni del Sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.

“Una società che non mette al centro le proprie categorie fragili è una società che smarrisce il proprio valore e la propria dignità: per questo, dove il Comune si ferma, la Regione ha il dovere morale di intervenire”. L’azione regionale, mossa su preciso mandato del Presidente Roberto Occhiuto, nasce dall’analisi dei flussi finanziari estratti dalle piattaforme ministeriali, definiti dall’Assessore come dei veri e propri macigni che certificano un blocco gestionale inaccettabile.

I dati analizzati dal dipartimento Welfare rivelano infatti una realtà drammatica specifica per l’ATS di Corigliano-Rossano, che tiene immobilizzata una massa finanziaria complessiva che supera i 9,6 milioni di euro. Per la sola Quota Servizi del Fondo Povertà, a fronte di 7,1 milioni di euro ricevuti, il Comune ne ha rendicontati appena 2,4 milioni, lasciando oltre 4,7 milioni in un limbo burocratico. A questo si aggiunge la preoccupante paralisi dei Fondi Nazionali, trasferiti e totalmente da rendicontare sulla piattaforma Sioss: oltre 1,1 milioni per le Non Autosufficienze (FNA 2019-2020) — risorse vitali per l’assistenza domiciliare a disabili gravi e anziani — e oltre 3,5 milioni per le Politiche Sociali (FNPS 2020-2024), fondi destinati a sostenere l’intera rete dei servizi territoriali, dai centri diurni al supporto per i minori.

“Quasi 10 milioni di euro destinati alle famiglie vulnerabili sono rimasti inutilizzati –-incalza la Straface – ignorando la scadenza perentoria del 31 dicembre 2025. In questo scenario, il caso del Fondo Caregiver rappresenta solo la punta dell’iceberg di una serie di gravi inadempienze: per il biennio 21-22 il Comune non ha rendicontato nulla, perdendo i sostegni economici per chi assiste h24 i propri cari dopo il rigetto di una proroga richiesta fuori tempo massimo. È la conferma di un’incapacità operativa che si trascina persino dal Fondo ‘Dopo di noi’, finalizzato a garantire soluzioni abitative per i disabili rimasti soli, dove dal 2016 la mancata programmazione ha prodotto solo economie e restituzioni forzate di fondi al Ministero”.

Proprio per evitare che queste risorse vadano definitivamente perdute, la Regione ha avviato l’interlocuzione con il Ministero delle Politiche Sociali affinché le economie restituite dagli ATS vengano reimpiegate sul territorio attraverso lo strumento del commissariamento. La nomina del commissario ad acta, dunque, interviene per blindare i fondi ed evitare che l’incapacità dell’ente locale si traduca in un danno definitivo per i cittadini. Il commissario non rappresenta un’ingerenza, ma lo strumento di garanzia per trasformare finalmente gli importi trasferiti in servizi reali, superando la palude delle rendicontazioni mancate.

“È paradossale – prosegue l’Assessore – che si provi a trasformare una sistematica incapacità di spesa in uno scontro politico. Mentre la Regione Calabria assicura regolarità e supporto, Corigliano-Rossano si distingue per un immobilismo ingiustificabile, con percentuali di rendicontazione su base nazionale che, come nel caso del Fondo Politiche Sociali 2023, si fermano all’esiguo dato dell’8,3%. La ‘messa a terra’ dei progetti non è un esercizio teorico, ma la risposta concreta ai bisogni di chi soffre”.

“La tutela delle fasce fragili – conclude Pasqualina Straface – viene prima di ogni schieramento. La Regione Calabria non resterà a guardare mentre milioni di euro restano inutilizzati per carenza di operatività. Il nostro impegno è verso le persone: garantiremo l’efficienza che il territorio merita, perché nessuno deve essere lasciato indietro a causa delle gravi inadempienze di un’amministrazione rimasta inerte davanti ai bisogni dei più deboli”.