La nota dei consiglieri di minoranza del comune di Gioia Tauro a seguito dell’ultimo consiglio: Il “de profundis gioiese”. Storia di una città distrutta

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La nota dei consiglieri di minoranza del comune di Gioia Tauro a seguito dell’ultimo consiglio:
Il “de profundis gioiese”:
storia di una città distrutta.
È con rammarico che ci tocca constatare, ancora una volta, come l’Aula Consiliare della nostra amata città sia diventata il pulpito per il più becero degli spettacoli offerto ancora dal sindaco e dal Presidente del consiglio, che poveri di contenuti politici non possono fare altro che attaccare vecchi amministratori, parenti e congiunti di altri, citando situazioni personali e debitorie. Ai cittadini non interessano questi pettegolezzi da bar.
La decadenza del consigliere La Rosa, stimato uomo, professionista e politico
da sempre attivo sul nostro territorio, demarca in modo ancora più netto una linea dalla quale non si può più tornare indietro.
La commissione d’accesso anti mafia sarebbe dovuta servire da monito a questa maggioranza sorda, per un atteggiamento più consono, più istituzionale, invece, a causa loro, ci si rende sempre più protagonisti in negativo di una politica malata, attenta al conseguimento degli interessi personali e mai della collettività.
Siamo in bilico, sul filo del rasoio, ma questa maggioranza continua una corsa spericolata alla massima velocità, un gioco pericoloso che rischia di lasciare la città in balia della tempesta.
Esprimiamo la massima solidarietà alla consigliera Dr.ssa Magno, che ha sempre messo a disposizione il suo tempo gratuitamente, impegnandosi a gratificare una delega e raggiungendo risultati più concreti di chi da assessore viene pagato con soldi dei cittadini, e nonostante tutto sarebbe stata ripagata a suon di insulti e minacce a lei ed alla sua famiglia, da chi dovrebbe rappresentare le istituzioni. Vergogna.
Gioia Tauro non merita questo, non merita di essere rappresentata da chi non ha realmente a cuore le sue sorti, da chi invece di amministrare pensa solo al proprio profitto (politico, personale), da chi non si accorge che il paese è in una condizione di totale abbandono ed invece di pensare alla sporcizia che ci sommerge, al verde pubblico degradato, ai lavori in corso perenni, ad una società ormai divisa, pensa a far decadere un consigliere democraticamente eletto, con le motivazioni più assurde.
Si sindaco, si presidente, ancora una volta saremo tenuti a far valere le nostre ragioni davanti ad un giudice, la strada del TAR già la conosciamo, come avete sostenuto in consiglio, e non è motivo di vergogna per noi.
Ricorreremo sempre alla giustizia qualora lo ritenessimo necessario, come in questo caso, convinti che il problema non sia in chi si affida alla legge ed alle istituzioni, ma in chi, come voi, mistifica chi lo fa, facendolo apparire come sbagliato. Se chi si affida alla legge, per voi, è sbagliato allora diteci se state dalla parte di chi non lo fa. Ricordate però che noi, nel momento in cui ricorriamo alla legge, se perdiamo paghiamo di tasca nostra, voi invece pagate con i soldi dei cittadini contribuenti.
Da oggi, la maggioranza conta due pezzi in meno, non è più solida come lo era all’inizio, sopravvive con numeri risicati. Rimettere il proprio mandato in mano agli elettori, sarebbe il gesto più dignitoso, la città non può essere prigioniera di questo scempio.