La lanterna di Diogene

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La “Checca (Sindaco)” nel paese degli “sciolti”….

a cura di GIUSEPPE LAROSA

La lanterna di Diogene

La “Checca (Sindaco)” nel paese degli “sciolti”….

 

a cura di Giuseppe Larosa

 

 

Come non scrivere qualcosa su quanto accaduto di bello a Taurianova? E come non dire che un paese è ritornato in festa, dopo le triste vicende e l’onta di tre scioglimenti per infiltrazione mafiosa? E quindi, mi sono chiesto, perché parlare solo di cose brutte, pur consapevole che le ultime, fanno più notizia delle prime? Il tutto vige nella frase di Hesse dove «La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare».
Visto che nell’apprendere da novello apprendista, cerco di imparare a nuotare, osservando gli altri, e lo faccio con serena umiltà, quello che un domani potrebbe essere un esempio di insegnamento. Ossia che, con le piccole cose e con la volontà del fare, molto, nella semplicità; si può ottenere. Il tutto, prendendolo nella straordinaria “Leggerezza” di Kundera. Così è stato l’improvvisato carnevale solidale taurianovese e così dovrebbe essere il futuro “solidale” verso una città martirizzata da eventi che l’hanno messa sottoterra, ferita nell’orgoglio e nella dignità, nonché dei suoi averi più cari. E che hanno fortemente penalizzato i cittadini con una pressione sociale e fiscale drammatica. Una politica ed i suoi rappresentanti, insieme a quelli che l’hanno amministrata violentemente, ha prodotto un quadro desolante e drammatico. Ecco, un sorriso insieme alla bellezza potrebbe salvare il mondo: sono una speranza in più rincuora.
L’evento organizzato da alcune associazioni hanno reso un servizio lodevole alla cittadinanza, donando allegria speranza, d’altronde gente allegra Dio l’aiuta. E quindi, insieme anche a realtà editoriali come questo giornale (Approdonews), il quale, si è creato un connubio ed una simbiosi che hanno prodotto un serbatoio di speranze.
Ecco, questa è la parte buona, poi, per onore di giudizio e di forma alle considerazioni, occorre pur dire che le bellezze, come le rose moscate, nascondono in se un’insidia. Ma fanno parte di quelle cose che seppur nella consapevolezza degli intenti e di una velata malizia (la mia), portano doni di pensieri e di argute considerazioni.
All’indomani dell’insediamento dei commissari prefettizi, a proposito, ma dove stavano? C’erano durante le festività? Hanno partecipato o forse, magari celati dietro qualche maschera carnevalesca, non sono riuscito a vederli? Beh, ritornando al primo passo. Reloaded. Quando si sono insediati i “ripulitori” prefettizi, hanno invitato associazioni e partiti, e si sono presentati a quell’appuntamento, una miriade di associazioni che la mente umana taurianovese ignorava pure. Come per dire, ma prima dove stavano? Io mi chiedo, come mai queste associazioni non hanno mai partecipato con un’Amministrazione in corso d’opera e di colpo, sciolta l’Amministrazione, hanno avuto il beneficio dell’apparizione? Nulla contro di loro, la mia è una riflessione a voce alta, anzi, a “penna alta”. Mi piacerebbe sapere il perché. Magari perché le varie amministrazioni non hanno saputo coltivare dialoghi collaborativi oppure perché, non sono stati capaci di creare un binomio di consapevole intento comune per il bene della città? O perché altro…? Io credo fermamente nella buona fede delle associazioni, e voglio farlo con speranza…anzi, gioiosa speranza, affinché aiutano questa città a risollevarsi da quelle ceneri provocate dalla politica locale. D’altronde nel simbolo comunale, esiste l’arabe fenice”, facciamone buon esempio.
A capo di questa organizzazione di volontari solidali, c’è stata una bella squadra fatta di amore, bellezza e giustizia sociale. E tra i tanti si è distinta una “Checca”, non è dispregiativa la cosa in quanto lo spunto è preso da un suo libro, ossia quello di Nino Spirlì. E durante questa mia passeggiata, ascoltavo voci rincuoranti ed altri un pochino maliziose, come la mia, del tipo, “Questo lo fa perché vorrebbe fare il Sindaco”, o meglio, “Secondo te, costui ritornava da Roma, perché?”. Personalmente vado al sodo, io penso e nessuno me lo toglie dalla testa che Spirlì (che ho avuto modo di conoscere un paio di mesi fa), ha questa velleità o sindrome da fascia tricolore al petto. E non ci sarebbe nulla di male, tanto questo paese non si è fatto mancare nulla, e quindi se tale questione e questo suo impegno, portino speranze e bellezza, ben venga. Anche se penso che la corsa alle candidature è ancora in alto mare, il percorso è lungo e segnali positivi, viste le compagini politiche, non lasciano a desiderare nulla di buono.

lalanternadidiogene@approdonews.it

Come non scrivere qualcosa su quanto accaduto di bello a Taurianova? E come non dire che un paese è ritornato in festa, dopo le triste vicende e l’onta di tre scioglimenti per infiltrazione mafiosa? E quindi, mi sono chiesto, perché parlare solo di cose brutte, pur consapevole che le ultime, fanno più notizia delle prime? Il tutto vige nella frase di Hesse dove «La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare».

Visto che nell’apprendere da novello apprendista, cerco di imparare a nuotare, osservando gli altri, e lo faccio con serena umiltà, quello che un domani potrebbe essere un esempio di insegnamento. Ossia che, con le piccole cose e con la volontà del fare, molto, nella semplicità; si può ottenere. Il tutto, prendendolo nella straordinaria “Leggerezza” di Kundera. Così è stato l’improvvisato carnevale solidale taurianovese e così dovrebbe essere il futuro “solidale” verso una città martirizzata da eventi che l’hanno messa sottoterra, ferita nell’orgoglio e nella dignità, nonché dei suoi averi più cari. E che hanno fortemente penalizzato i cittadini con una pressione sociale e fiscale drammatica. Una politica ed i suoi rappresentanti, insieme a quelli che l’hanno amministrata violentemente, ha prodotto un quadro desolante e drammatico. Ecco, un sorriso insieme alla bellezza potrebbe salvare il mondo: sono una speranza in più rincuora.

L’evento organizzato da alcune associazioni hanno reso un servizio lodevole alla cittadinanza, donando allegria speranza, d’altronde gente allegra Dio l’aiuta. E quindi, insieme anche a realtà editoriali come questo giornale (Approdonews), il quale, si è creato un connubio ed una simbiosi che hanno prodotto un serbatoio di speranze.

Ecco, questa è la parte buona, poi, per onore di giudizio e di forma alle considerazioni, occorre pur dire che le bellezze, come le rose moscate, nascondono in se un’insidia. Ma fanno parte di quelle cose che seppur nella consapevolezza degli intenti e di una velata malizia (la mia), portano doni di pensieri e di argute considerazioni.

All’indomani dell’insediamento dei commissari prefettizi, a proposito, ma dove stavano? C’erano durante le festività? Hanno partecipato o forse, magari celati dietro qualche maschera carnevalesca, non sono riuscito a vederli? Beh, ritornando al primo passo. Reloaded.  Quando si sono insediati i “ripulitori” prefettizi, hanno invitato associazioni e partiti, e si sono presentati a quell’appuntamento, una miriade di associazioni che la mente umana taurianovese ignorava pure. Come per dire, ma prima dove stavano? Io mi chiedo, come mai queste associazioni non hanno mai partecipato con un’Amministrazione in corso d’opera e di colpo, sciolta l’Amministrazione, hanno avuto il beneficio dell’apparizione? Nulla contro di loro, la mia è una riflessione a voce alta, anzi, a “penna alta”. Mi piacerebbe sapere il perché. Magari perché le varie amministrazioni non hanno saputo coltivare dialoghi collaborativi oppure perché, non sono stati capaci di creare un binomio di consapevole intento comune per il bene della città? O perché altro…? Io credo fermamente nella buona fede delle associazioni, e voglio farlo con speranza…anzi, gioiosa speranza, affinché aiutano questa città a risollevarsi da quelle ceneri provocate dalla politica locale. D’altronde nel simbolo comunale, esiste l’arabe fenice”, facciamone buon esempio.

A capo di questa organizzazione di volontari solidali, c’è stata una bella squadra fatta di amore, bellezza e giustizia sociale. E tra i tanti si è distinta una “Checca”, non è dispregiativa la cosa in quanto lo spunto è preso da un suo libro, ossia quello di Nino Spirlì. E durante questa mia passeggiata, ascoltavo voci rincuoranti ed altri un pochino maliziose, come la mia, del tipo, “Questo lo fa perché vorrebbe fare il Sindaco”, o meglio, “Secondo te, costui ritornava da Roma, perché?”. Personalmente vado al sodo, io penso e nessuno me lo toglie dalla testa che Spirlì (che ho avuto modo di conoscere un paio di mesi fa), ha questa velleità o sindrome da fascia tricolore al petto. E non ci sarebbe nulla di male, tanto questo paese non si è fatto mancare nulla, e quindi se tale questione e questo suo impegno, portino speranze e bellezza, ben venga. Anche se penso che la corsa alle candidature è ancora in alto mare, il percorso è lungo e segnali positivi, viste le compagini politiche, non lasciano a desiderare nulla di buono.