La lanterna di Diogene

banner bcc calabria

banner bcc calabria

Carnevale arriva e le maschere andranno poi via?

a cura di GIUSEPPE LAROSA

 

La lanterna di Diogene

 

Carnevale arriva e le maschere andranno poi via?

 

a cura di Giuseppe Larosa

 

Molte volte in paese o presunto tale, come oramai adesso potrebbe essere definito Taurianova, ci si accorge che la realtà è, come ci insegnava Diderot, in cui «L’ignoranza è più vicino alla verità del pregiudizio». Il pregiudizio della politica amministrativa di questi ultimi anni, che tende a nascondere la verità, o alcune verità che, molte volte vanno in fumo e non tutti i nasi sarebbero capaci di distinguerle.
La verità non sta mai nel mezzo, ma sta in quel luogo dove la ricerca dovrebbe essere imparziale, indipendente ed avulsa da claque di sostenitori o accoliti di frontiera, di questo o quel sindaco che si è succeduto in questi ultimi venti anni. Una verità è assiomatica, ossia, il fallimento della politica, degli uomini che la rappresentavano e di chi si spaccia per politico o avventore di buone proposte (che poi è il solito venditore di fumo, non per “nasi” scaltri evidentemente).
Ci si scandalizza del fatto che la Corte dei Conti ha bocciato il piano di riequilibrio, ossia, quello che era stato fatto in passato per evitare il tracollo finanziario dell’Ente. Quando già nel 2012 la Corte aveva individuato delle criticità, che nei fatti erano gli stessi di oggi, tanto che scriveva così, “Al termine dell’attività istruttoria relativa al rendiconto 2010 del Comune di Taurianova (RC) sono stati rilevati vari comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria idonei (…)”. E non solo, si badi bene la gestione degli anni menzionati dalla Corte, “Si rileva che la formazione di debiti fuori bilancio si è caratterizzata, nel corso degli anni, per un costante incremento (anno 2007, € 99.820,00; anno 2008, € 84.383,00; anno 2009, € 230.949,00) denotando pertanto una criticità di natura strutturale per fronteggiare la quale l’Ente dovrà attuare misure correttive principalmente nella gestione del contenzioso (…)”. Notate bene gli anni!
Questa città, sta andando in malora ogni giorno che passa. Oramai è stata spolpata fin dalle ossa, e come sempre puntualmente si rinnova come una partita a ping pong, un batti e ribatti di chi sono o potrebbero essere le colpe. Le colpe, carte (ufficiali) alla mano, sono degli ultimi due sindaci che si sono succeduti in questi 17 anni. Le “criticità” economiche e strutturali che la Corte pone in evidenza, sono figlie di una cattiva gestione della cosa pubblica. È dal 2006 che la Corte dei Conti menziona sempre le stesse cose, ossia, il non rispetto del Patto di stabilità interno, la Fons Nova come società illegale, e poi negli anni successivi, la Gioseta che è stata un fallimento di proporzioni indefinite, e poi ancora, la scelleratezza di contrarre un mutuo di 3 milioni di euro con la banca Opi. Quando nei fatti, nulla di tutto questo poteva essere eseguito dall’amministrazione pro-tempore, così diceva la Corte, ma è stato fatto lo stesso. Ma tanto, Taurianova vive una legge tutta sua, in barba ai regolamenti nazionali. Qui si può fare quel che si vuole, come candidarsi per tre volte consecutive senza poterlo fare, o fare società senza poterle fare o magari, essere sciolti per infiltrazioni mafiose e candidarsi lo stesso, senza alcuna condizione di etica politica per il ruolo, come per dire, “adesso basta, mi fermo un attimo ed osservo”. È un gioco al massacro che solo pochi possono permettersi.
Questo gioco sta diventando pericoloso, non è più sopportabile, credo che a questo punto occorre davvero porre un punto ed a capo. Sarò impopolare, ma sono contento se questo Comune avrà il dissesto finanziario, così almeno si scoprirà chi l’ha portato a tale condizione e finalmente pagherà, perché chi è colpevole, è giusto che paghi.
Questa città sta subendo troppe onte, quello economico e quello sociale. Il primo per la gestione ballerina dei conti, e la seconda per due scioglimenti consecutivi per infiltrazioni mafiose. Ora basta. Sarebbe opportuno voltare pagina, andare oltre, capire cosa occorre fare. Fare appelli a nuove leve politiche per la formazione di una nuova classe dirigente capace quantomeno di far dimenticare il passato, triste ed abbietto, e porre nuovi orizzonti luminosi, fatti di freschezza e di profumo delle rose.
Woody Allen disse che «Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio ma i cattivi, da svegli, si divertono molto di più». Ecco, vorrei un paese che dormisse da buono e si divertisse da cattivo, che non penso a udienze del Tar, oramai anacronistici e che non hanno più a che vedere con il futuro di una rinascita, o meglio, di un risveglio, che possa levare la coltre fumosa, oleosa di un qualcosa che non ha più e spero non avrà ragione di esistere. Archiviamo nei nostri pensieri, nel nostro naso, nelle nostre speranze, quello che è stato ieri, i suoi protagonisti politici, i suoi sindaci, e tanto altro ancora. Andiamo oltre……

lalanternadidiogene@approdonews.it

Molte volte in paese o presunto tale, come oramai adesso potrebbe essere definito Taurianova, ci si accorge che la realtà è, come ci insegnava Diderot, in cui «L’ignoranza è più vicino alla verità del pregiudizio». Il pregiudizio della politica amministrativa di questi ultimi anni, che tende a nascondere la verità, o alcune verità che, molte volte vanno in fumo e non tutti i nasi sarebbero capaci di distinguerle.

La verità non sta mai nel mezzo, ma sta in quel luogo dove la ricerca dovrebbe essere imparziale, indipendente ed avulsa da claque di sostenitori o accoliti di frontiera, di questo o quel sindaco che si è succeduto in questi ultimi venti anni. Una verità è assiomatica, ossia, il fallimento della politica, degli uomini che la rappresentavano e di chi si spaccia per politico o avventore di buone proposte (che poi è il solito venditore di fumo, non per “nasi” scaltri evidentemente).

Ci si scandalizza del fatto che la Corte dei Conti ha bocciato il piano di riequilibrio, ossia, quello che era stato fatto in passato per evitare il tracollo finanziario dell’Ente. Quando già nel 2012 la Corte aveva individuato delle criticità, che nei fatti erano gli stessi di oggi, tanto che scriveva così, “Al termine dell’attività istruttoria relativa al rendiconto 2010 del Comune di Taurianova (RC) sono stati rilevati vari comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria idonei (…)”. E non solo, si badi bene la gestione degli anni menzionati dalla Corte, “Si rileva che la formazione di debiti fuori bilancio si è caratterizzata, nel corso degli anni, per un costante incremento (anno 2007, € 99.820,00; anno 2008, € 84.383,00; anno 2009, € 230.949,00) denotando pertanto una criticità di natura strutturale per fronteggiare la quale l’Ente dovrà attuare misure correttive principalmente nella gestione del contenzioso (…)”. Notate bene gli anni!

Questa città, sta andando in malora ogni giorno che passa. Oramai è stata spolpata fin dalle ossa, e come sempre puntualmente si rinnova come una partita a ping pong, un batti e ribatti di chi sono o potrebbero essere le colpe. Le colpe, carte (ufficiali) alla mano, sono degli ultimi due sindaci che si sono succeduti in questi 17 anni. Le “criticità” economiche e strutturali che la Corte pone in evidenza, sono figlie di una cattiva gestione della cosa pubblica. È dal 2006 che la Corte dei Conti menziona sempre le stesse cose, ossia, il non rispetto del Patto di stabilità interno, la Fons Nova come società illegale, e poi negli anni successivi, la Gioseta che è stata un fallimento di proporzioni indefinite, e poi ancora, la scelleratezza di contrarre un mutuo di 3 milioni di euro con la banca Opi. Quando nei fatti, nulla di tutto questo poteva essere eseguito dall’amministrazione pro-tempore, così diceva la Corte, ma è stato fatto lo stesso. Ma tanto, Taurianova vive una legge tutta sua, in barba ai regolamenti nazionali. Qui si può fare quel che si vuole, come candidarsi per tre volte consecutive senza poterlo fare, o fare società senza poterle fare o magari, essere sciolti per infiltrazioni mafiose e candidarsi lo stesso, senza alcuna condizione di etica politica per il ruolo, come per dire, “adesso basta, mi fermo un attimo ed osservo”. È un gioco al massacro che solo pochi possono permettersi.

Questo gioco sta diventando pericoloso, non è più sopportabile, credo che a questo punto occorre davvero porre un punto ed a capo. Sarò impopolare, ma sono contento se questo Comune avrà il dissesto finanziario, così almeno si scoprirà chi l’ha portato a tale condizione e finalmente pagherà, perché chi è colpevole, è giusto che paghi.

Questa città sta subendo troppe onte, quello economico e quello sociale. Il primo per la gestione ballerina dei conti, e la seconda per due scioglimenti consecutivi per infiltrazioni mafiose. Ora basta. Sarebbe opportuno voltare pagina, andare oltre, capire cosa occorre fare. Fare appelli a nuove leve politiche per la formazione di una nuova classe dirigente capace quantomeno di far dimenticare il passato, triste ed abbietto, e porre nuovi orizzonti luminosi, fatti di freschezza e di profumo delle rose.

Woody Allen disse che «Il mondo si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio ma i cattivi, da svegli, si divertono molto di più». Ecco, vorrei un paese che dormisse da buono e si divertisse da cattivo, che non penso a udienze del Tar, oramai anacronistici e che non hanno più a che vedere con il futuro di una rinascita, o meglio, di un risveglio, che possa levare la coltre fumosa, oleosa di un qualcosa che non ha più e spero non avrà ragione di esistere. Archiviamo nei nostri pensieri, nel nostro naso, nelle nostre speranze, quello che è stato ieri, i suoi protagonisti politici, i suoi sindaci, e tanto altro ancora. Andiamo oltre……