Di Clemente Corvo
Le dimissioni del presidente Gabriele Gravina hanno alleviato i malumori e la delusione che hanno caratterizzato il calcio italiano negli ultimi anni. L’eliminazione per la terza volta consecutiva dai Mondiali ha segnato un punto di svolta, e finalmente è ora di cambiare registro.
L’Italia ha bisogno di uomini veri, di leader che sappiano guidare la nazionale verso i vertici del calcio mondiale. Carlo Ancelotti, il numero uno a livello mondiale, potrebbe essere il commissario tecnico ideale per la nazionale italiana. Non c’è bisogno che si trasferisca in Brasile, può dare una grossa mano d’aiuto alla nostra e alla sua nazionale italiana.
Ma non è solo Ancelotti, ci sono altri nomi importanti che potrebbero dare una svolta determinante al calcio italiano. Paolo Maldini, ad esempio, potrebbe essere la persona giusta alla presidenza della FIGC. Un grande intenditore di calcio, una persona che ha praticato il calcio ad alti livelli e che capisce cosa significa vincere un campionato del mondo. È giusto avere alla presidenza una persona che conosce il calcio, che lo ha vissuto e che sa cosa significa rappresentare l’Italia nel mondo.
Maldini o altre figure di spessore con le stesse qualità potrebbero essere la scelta giusta per guidare la FIGC verso un futuro migliore. Questo nuovo organigramma della federazione deve tenere assolutamente conto delle qualità del calcio, dello sport vero, lasciando da parte la politica che per la quale stiamo facendo soltanto ridere tutto il mondo.
Ma c’è un altro aspetto fondamentale da considerare: il settore giovanile. È importantissimo trovare una figura di spicco nel settore giovanile, perché senza un vero settore giovanile la nazionale italiana non potrà avere mai un futuro. È ora di trovare persone di spicco per far risorgere il calcio italiano a livello mondiale.
Una volta, quando giocava la nazionale italiana, c’era il dubbio di chi tra i vari campioni che coprivano lo stesso ruolo doveva entrare in campo. Invece, adesso ci troviamo a non avere un 11 capace neanche di arrivare alla qualificazione dei Mondiali. Questo è un problema grave, e deve essere affrontato con serietà e determinazione.
L’Italia non deve più essere una nazionale di burattini, ma tornare a essere la prestigiosa nazionale seguita, ammirata e apprezzata in tutto il mondo. I quattro titoli mondiali sono un prestigio e un valore per tutta la nazione, e indossare la maglia azzurra non è portare un pezzo di stoffa addosso, ma rappresentare un paese e una storia.
È tempo di uomini veri, di leader che sappiano guidare il calcio italiano verso la gloria.




