La Calabria nella morsa del caldo e degli incendi, anche oggi e domani “bollino rosso” nel Reggino, in alcune zone picchi anche di 42 gradi
Il duro monito del Vice Presidente della Cei in merito alle fiamme sul Pollino, "Sono fiamme criminali"Lug 21, 2026 - Giuseppe Larosa
Caldo intenso in tutta la Calabria, con temperature che in diverse aree hanno superato i 40 gradi. La situazione più critica si registra nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, dove ieri era scattato il bollino rosso per l’emergenza caldo e la notte è stata caratterizzata da temperature tropicali, con il termometro che non è sceso sotto i 34 gradi. Ma nonostante le condizioni climatiche particolarmente gravose, non si sono registrate, almeno per il momento, criticità al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, dove non si è verificato un incremento dei ricoveri legati alle alte temperature. La situazione del capoluogo reggino è comune ad altre zone della regione. Nelle ore diurne, infatti, diverse località calabresi hanno fatto registrare temperature superiori ai 40 gradi, con punte di 42 gradi a Rizziconi, nel Reggino, a Sellia Superiore, nel Catanzarese, e a Torano Scalo, nel Cosentino. Anche a Catanzaro il caldo si è fatto sentire in maniera significativa. Alle 12.30 la temperatura massima registrata è stata di 37,4 gradi, mentre durante la notte il termometro è rimasto costantemente al di sopra dei 30 gradi. Anche nel capoluogo di regione, tuttavia, non si è registrato un aumento dei ricoveri ospedalieri legati all’ondata di calore. Il caldo record molla la presa ma per ora solo al Nord, complici maltempo e temporali. Al Centro-Sud l’allerta resta massima. L’ultimo bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute fotografa un’Italia spaccata in due: il Nord respira, mentre nelle regioni centro-meridionali la situazione cambierà solo a metà settimana.
Nella giornata di oggi l’allerta è massima in 18 città (Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo), tutte da bollino rosso, con possibili rischi per la salute della popolazione generale. Al Nord prevale il verde. Mentre domani mercoledì 22 luglio, i rossi scenderanno a 7: Cagliari, Catania, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Roma.
INCENDI IN CALABRIA
Una serie di incendi sta distruggendo il territorio calabrese con diversi focolai nella Regione, ieri è stato un inferno di fuoco, da Crotone con un vastissimo incendio in un’autodemolizione, poi ancora prima a Gioia Tauro ed ancora a Sud di Cosenza dove sono state evacuate alcune abitazioni, oltre al vaso incendio nel Pollino dove Castrovillari era circondata dalle fiamme. E infine, ieri sera nel Vibonese, lungo la strada che collega il capoluogo allo svincolo dell’Autostrada A2, a Sant’Onofrio e Stefanaconi. Fiamme alte hanno lambito la carreggiata con le auto costrette a invadere l’altra corsia per evitarle. Nelle vicinanze del rogo, che si sta espandendo, anche diverse abitazioni, mentre non molto distante c’è anche il cantiere del nuovo ospedale. Sono stati oltre 40 gli interventi dei Vigili del fuoco, in tutto il territorio della provincia di Vibo Valentia interessata da diversi roghi sul territorio. Una situazione insostenibile che sta mettendo a dura prova una Regione e degli uomini che per salvare vite umane e un territorio sono sfiniti per colpa magari di qualche piromane delinquente che non ha rispetto non solo del territorio, ma nemmeno di se stesso.
Il duro monito del Vice Presidente della Cei in merito alle fiamme sul Pollino, “Sono fiamme criminali”
l Pollino brucia, e con lui brucia un pezzo della nostra casa comune. Sono fiamme criminali. Non è solo un bosco che va in cenere: è la memoria di una terra, il respiro di intere comunità, il futuro dei nostri figli che si sta consumando sotto i nostri occhi, ancora una volta, nell’indifferenza di chi doveva prevenire e non lo ha fatto abbastanza”. Lo afferma monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano e vice presidente della Cei, in relazione agli incendi sul monte Pollino.
“Non possiamo più permetterci il rito stanco delle emergenze annunciate. Ogni estate – prosegue – lo stesso copione, ogni estate le stesse fiamme, ogni estate la stessa domanda senza risposta: fino a quando dovremo assistere, impotenti, allo scempio della nostra terra? Dietro un incendio c’è quasi sempre una mano, un interesse, una colpa precisa. Chi specula su questo territorio, chi lo abbandona al proprio destino, chi non lo protegge come il proprio dovere impone, ne risponda davanti a Dio e davanti agli uomini: non ci sono più alibi. La Calabria non è terra di conquista da saccheggiare e bruciare, è radice che nutre, non è un bene da consumare all’infinito”.
“Esprimo vicinanza e profonda gratitudine ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile e a tutti coloro che in queste ore – conclude monsignor Savino – rischiano la vita per salvare quel che resta. E chiedo con forza a tutti, istituzioni e cittadini, di smettere di parlare di prevenzione a parole e di cominciare finalmente a praticarla nei fatti, prima che sia troppo tardi”.



