Kimi Antonelli campione del mondo: L’Italia torna sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni

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DI CLEMENTE CORVO

Scrivete questo nome nella storia. Andrea Kimi Antonelli, , è Campione del Mondo di Formula 1.

A 20 anni, 2 mesi e 7 giorni, il ragazzo di Bologna ha fatto quello che nessuno aveva mai fatto prima. Oggi, 1 novembre 2026, a Città del Messico, con un terzo posto da grande veterano alle spalle di due mostri sacri come Max Verstappen e Lewis Hamilton, si è laureato campione del mondo con quattro gare d’anticipo.

È il più giovane campione del mondo di sempre. Ha battuto il record di Sebastian Vettel che resisteva dal 2010. È il primo italiano a vincere il Mondiale dai tempi di Alberto Ascari nel 1953. 73 anni di attesa cancellati da un sorriso e da lacrime di gioia in team radio.
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Kimi non è arrivato lì per caso. È nato con il profumo di benzina nel sangue. Papà Marco pilota, a 8 anni entra per la prima volta nel paddock di F1, a 10 anni già guida una Lamborghini sulle ginocchia del padre, a 11 anni viene scelto da Toto Wolff e dalla Mercedes che investe su di lui oltre 10 milioni.

L’anno scorso il debutto difficile a Melbourne, il primo podio in Canada. Quest’anno ha preso il posto più pesante del mondo: quello lasciato libero da Lewis Hamilton in Mercedes. E lo ha trasformato in un regno.

Nove vittorie in stagione, cinque di fila dalla Cina a Monaco. Ha vinto ovunque: sul veloce, sullo stretto, sotto la pioggia. Ha vinto a Monza, partendo dal fondo, primo italiano a vincere al Tempio della Velocità dal 1966. Ha vinto a Monaco facendo Pole, giro veloce e gara in testa: il più giovane di sempre a fare il Grand Chelem.

Quello che rende speciale Antonelli non è solo il talento. È il metodo. È la calma. È la gioia pura di correre.

Mentre tutti lo spingevano a trasferirsi a Montecarlo, lui ha deciso di costruirsi casa a San Marino, con un garage grande per le sue macchine e vicino agli amici di sempre. È lui il “designated driver” quando escono la sera. Un ragazzo normale con un talento anormale.

In pista non ha mai avuto paura. Ha preso il comando del Mondiale in Giappone e non l’ha più mollato. 380 punti, oltre 100 di vantaggio su Russell e Hamilton. Ha gestito la pressione come un trentenne, non come un ventenne alla sua seconda stagione in Formula 1.

Oggi in Messico è bastata l’intelligenza. Gara caotica, due safety car, bandiera rossa di 33 minuti, ripartenza. Lui lì, solido, passa Leclerc al giro 48 e si prende il podio che vale un Mondiale.

Poi l’abbraccio con papà Marco, mamma e sorella sotto al podio. E quel team radio con Bono: singhiozzi di gioia.

L’Italia ha di nuovo un Campione del Mondo. Non è solo un pilota. È la dimostrazione che il lavoro, l’umiltà e il coraggio di una famiglia e di un ragazzo di Bologna possono riportarci dove eravamo rimasti 73 anni fa.

Goditela, Kimi. Te la sei meritata tutta.

Andrea Kimi Antonelli, Campione del Mondo 2026.