Incendio Sunset club Beach,  adesso chi paga davvero? Per far uscire la Calabria ci vuole una rivoluzione culturale

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di LUIGI LONGO

Dopo l’incendio che ha devastato il locale alla Tonnara di Palmi, la domanda che molti si pongono è semplice e drammatica allo stesso tempo: chi pagherà i danni?
Ci si augura che l’attività fosse coperta da una polizza assicurativa adeguata. Perché, se così non fosse, e se l’autore del gesto dovesse risultare nullatenente, non è difficile immaginare come potrebbe finire questa tristissima vicenda: con un conto salatissimo che resterebbe sulle spalle di chi quel locale lo aveva costruito con sacrificio.
E dietro quel locale non c’erano soltanto muri, arredi o attrezzature.
C’erano giovani imprenditori, famiglie, investimenti importanti, anni di lavoro e di rinunce. C’era il tentativo concreto di creare qualcosa di bello e attrattivo in un territorio che troppo spesso soffre di immobilismo.
In luoghi straordinari come Palmi, dove le potenzialità turistiche sono enormi, basterebbe poco per far nascere opportunità. Ma purtroppo, altrettanto poco sembra bastare per distruggere tutto.
Una discussione banale, un gesto folle, un attimo di rabbia fuori controllo.
E il risultato è devastante: attività distrutte, famiglie colpite, un territorio che rischia di perdere credibilità agli occhi di chi vorrebbe investire.
Episodi del genere non colpiscono soltanto i proprietari del locale. Colpiscono l’intera comunità.
Perché diventano un segnale scoraggiante per chi, magari, stava pensando di investire proprio alla Tonnara.
Poi, come spesso accade, ce la prendiamo con la politica o con chi governa perché il Mezzogiorno fatica a decollare. Ma la verità è che lo sviluppo non dipende solo dalle leggi o dai finanziamenti.
Dipende anche – e soprattutto – da una cultura della responsabilità, del rispetto delle regole e del lavoro degli altri.
Senza questa base, nessun territorio può davvero crescere.
Perché se basta una scintilla di inciviltà per mandare in fumo anni di sacrifici, allora il rischio è che il Sud continui a restare fermo, prigioniero delle sue stesse contraddizioni.
E a pagare il prezzo più alto, ancora una volta, saranno proprio coloro che avevano avuto il coraggio di provarci.

Sunset club Beach,  adesso chi paga davvero? Per far uscire la Calabria ci vuole una rivoluzione culturale

Dopo l’incendio che ha devastato il locale alla Tonnara di Palmi, la domanda che molti si pongono è semplice e drammatica allo stesso tempo: chi pagherà i danni?
Ci si augura che l’attività fosse coperta da una polizza assicurativa adeguata. Perché, se così non fosse, e se l’autore del gesto dovesse risultare nullatenente, non è difficile immaginare come potrebbe finire questa tristissima vicenda: con un conto salatissimo che resterebbe sulle spalle di chi quel locale lo aveva costruito con sacrificio.
E dietro quel locale non c’erano soltanto muri, arredi o attrezzature.
C’erano giovani imprenditori, famiglie, investimenti importanti, anni di lavoro e di rinunce. C’era il tentativo concreto di creare qualcosa di bello e attrattivo in un territorio che troppo spesso soffre di immobilismo.
In luoghi straordinari come Palmi, dove le potenzialità turistiche sono enormi, basterebbe poco per far nascere opportunità. Ma purtroppo, altrettanto poco sembra bastare per distruggere tutto.
Una discussione banale, un gesto folle, un attimo di rabbia fuori controllo.
E il risultato è devastante: attività distrutte, famiglie colpite, un territorio che rischia di perdere credibilità agli occhi di chi vorrebbe investire.
Episodi del genere non colpiscono soltanto i proprietari del locale. Colpiscono l’intera comunità.
Perché diventano un segnale scoraggiante per chi, magari, stava pensando di investire proprio alla Tonnara.
Poi, come spesso accade, ce la prendiamo con la politica o con chi governa perché il Mezzogiorno fatica a decollare. Ma la verità è che lo sviluppo non dipende solo dalle leggi o dai finanziamenti.
Dipende anche – e soprattutto – da una cultura della responsabilità, del rispetto delle regole e del lavoro degli altri.
Senza questa base, nessun territorio può davvero crescere.
Perché se basta una scintilla di inciviltà per mandare in fumo anni di sacrifici, allora il rischio è che il Sud continui a restare fermo, prigioniero delle sue stesse contraddizioni.
E a pagare il prezzo più alto, ancora una volta, saranno proprio coloro che avevano avuto il coraggio di provarci.